Stile di vita più sano? A Padova gli uomini battono le donne

Domenica 26 Agosto 2018
Stile di vita più sano? A Padova gli uomini battono le donne

LA RICERCA
PADOVA Gli uomini padovani, a sorpresa, si dimostrano più attenti delle loro coetanee nell'adozione di comportamenti amici della salute, evitando scorretta alimentazione, tabagismo, abuso di alcol, tutti quegli stili di vita cioè che concorrono ad accelerare il cammino verso la meta finale. È quanto emerge dal rapporto MEV(i) 2018, acronimo di Mortalità evitabile, che conferma un'Italia a più velocità: la mortalità evitabile prima dei 75 anni più bassa è a Rimini e a Treviso (e nel Trentino), la più alta a Napoli (e in Campania). Padova? Bene ma non benissimo. Gli uomini si ritagliano l'11. posizione a livello nazionale dietro ad Ancona e davanti a Reggio Emilia, le donne sono 16 gradini più sotto: le troviamo infatti alla 27esima, dopo Massa-Carrara e prima di Macerata. Un dato, quello patavino, in controtendenza maschile. Sono 105.000 i morti evitabili (decessi avvenuti prima dei 75 anni per cause per le quali non si dovrebbe morire) stimati da Nebo Ricerche Pa sui dati Istat relativi al 2015, recentemente diffusi. In due casi su tre si tratta di maschi (su scala italiana, con - tra le eccezioni - appunto la città del Santo) fra i quali incide in netta prevalenza la mortalità legata agli stili di vita. Oltre al monitoraggio di risorse e strutture del servizio sanitario, i dati MEV(i) suggeriscono di potenziare gli interventi sui fronti dell'educazione e dell'informazione sanitaria fra la popolazione anche sul più corretto ed efficace utilizzo degli strumenti di prevenzione, screening e diagnostica. È il Trentino Alto Adige a guadagnare il primo posto, fra le regioni, nella consueta classifica MEV(i), che quantifica i decessi per cause per cui non si dovrebbe morire pesando maggiormente le morti avvenute in età più giovani. La Campania mantiene l'ultimo posto, così come Napoli chiude la classifica provinciale, aperta da Rimini per i maschi e da Treviso per le femmine. Le mappe epidemiologiche provinciali sottolineano i livelli più critici in gran parte del meridione e nelle isole, ma anche in qualche area del Nord-Ovest. Firenze registra la mortalità evitabile più modesta tra le Città metropolitane, tra le quali i posizionamenti migliori sono tutti occupati da Città del Nord, ad eccezione di Bari. «Al di là della classifica generale sottolinea Natalia Buzzi, responsabile della ricerca una lettura più approfondita dei dati MEV(i) permette di cogliere importanti differenze nella composizione del fenomeno, cui contribuiscono le morti dovute a cause prevenibili, soprattutto tramite stili di vita, e quelle trattabili, vale a dire evitabili con diagnosi precoce e terapia. È piuttosto frequente, scorrendo la classifica, trovare realtà in cui le due componenti assumono pesi significativamente diversi e di ordine opposto». A livello regionale, ad esempio, in Valle d'Aosta, si registra per i maschi un livello relativamente contenuto per mortalità dovuta a cause trattabili ma si raggiungono valori significativamente elevati per quella prevenibile; la Basilicata, al contrario, si distingue, per le femmine, per il valore più basso in ordine alle cause prevenibili e uno fra i più alti per i decessi legati alle cause trattabili. Insomma, se insistere sui decessi trattabili è di fondamentale importanza per sollecitare il miglior utilizzo delle attuali conoscenze e risorse, è altrettanto vero che dare la massima evidenza anche alla parte di mortalità prevenibile con più attenti stili di vita è determinante per informare e educare i cittadini e renderli più consapevoli di come gestire al meglio la propria salute laddove questa dipende anche e soprattutto da scelte private.
Federica Cappellato

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