Sorelline soffocate in casa famiglia, la mamma trovata annegata nell'Adige

L'autopsia e le testimonianze confermano la premeditazione, prima di uccidere le figlie aveva avvertito: «Oggi non vanno scuola, hanno la febbre»

Mercoledì 27 Ottobre 2021 di Redazione Web
La mamma

VERONA - È stato trovato sull'argine del fiume Adige a Verona, a poca distanza dal luogo della tragedia, il cadavere  della mamma cingalese di 34 anni che era ricercata perché sospettata di avere ucciso le due figlie di 11 e 3 anni, trovate morte all'interno della Casa di accoglienza comunale. Il corpo rinvenuto poco dopo in un'ansa dell'Adige vicino al Lazzaretto di Porto San Pancrazio. Gli effetti personali della donna, che avrebbe compiuto 34 anni domenica 31 ottobre, erano stati rinvenuti nelle vicinanze. Poi è stata trovata una scarpa, quindi i sommozzatori dei Vigili del fuoco hanno visto una felpa che galleggiava nel fiume e infine il corpo di Sachithra. Per le ricerche si era mobilitata anche la comunità cingalese e lo stesso ex marito, con appelli sui social.

In mattinata all'interno della borsa era stato rinvenuto il telefono cellulare della donna, che fin da ieri risultava attivo e che è stato cercato anche con l'utilizzo di uno speciale drone.

L'AUTOPSIA delle SORELLINE 

Sono morte per soffocamento meccanico violento le due sorelline. È quanto si apprende  da fonti qualificate, al termine dell'autopsia, effettuata oggi pomeriggio, mercoledì 27 ottobre a Verona. Del duplice delitto è indiziata la mamma. Potrebbero essere state uccise con un cuscino, anche se nella stanza non era stato trovato nulla fuori posto. Verranno fatti altri approfondimenti medico legali, come gli esami tossicologici, ma il pm Federica Ormanni, darà il nulla osta per la sepoltura. Il fascicolo per omicidio è aperto a carico di ignoti. 

La scoperta avvenuta sulla riva del fiume, nel quartiere di porto San Pancrazio, avvalora l'ipotesi che la donna dopo avere ucciso le due figlie possa avere compiuto un gesto estremo, gettandosi nel fiume.

La premeditazione: «Oggi non vanno scuola»

«Per favore le bambine hanno la febbre, datemi una medicina e poi lasciatele dormire. Oggi non le mando a scuola». Sono le ultime parole, rivolte ad un'assistente sociale, pronunciate ieri mattina da Sachithra Mahawaduge, la donna cingalese 34enne sospettata di aver ucciso nella casa di accoglienza a Verona le sue figlie di 3 e 11 anni. Il sindaco di Verona, Federico Sboarina, ha ricostruito quello che è successo nella struttura comunale ieri mattina. «La signora ha riferito che le due figlie erano indisposte ed ha chiesto un farmaco antinfluenzale. Trascorso un pò di tempo l'operatrice è entrata in camere ed ha visto le bambine a letto che sembravano dormire, la luce accesa nel bagno. Per questo ha pensato che la madre si trovasse all'interno del bagno ed è uscita dalla stanza». «Trascorsa una decina di minuti - ha proseguito Sboarina - l'operatrice è tornata nella camera, è entrata in bagno e si è resa conto che non c'era nessuno. A quel punto è andata a controllare le due bimbe facendo la terribile scoperta. Erano già prive di vita». «La finestra del bagno era aperta e quindi la madre sicuramente si è allontanata da lì» ha concluso Sboarina. Quanto ai rapporti con il marito e ai motivi che avevano portato all'allontanamento della donna e delle figlie dalla famiglia, si è appreso che le denunce per presunti maltrattamenti nei confronti dell'uomo risultano recentemente archiviate.

Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre, 19:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA