I misteriosi cartelli con i numeri 49999: ecco i residenti rimasti a Venezia

Mercoledì 25 Maggio 2022 di Tullio Cardona
Cartello con il numero 49999
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VENEZIA - Cannaregio ed altri sestieri si sono svegliati questa mattina adornati da piccoli cartelli con scritto, in caratteri usati per indicare i numeri civici, solo un numero: 49999. Chiara l'indicazione alla cifra di residenti rimasti in città, che presto verrà raggiunta in quello che forse impropriamente viene chiamato centro storico. Insomma: Venezia, che da popolosa città fino agli anni '50 sta raggiungendo i livelli abitativi di un paesino. All'Anagrafe mancano ancora 100 residenti, poi, usciti questi dalla città, i 50mila verranno forati, per entrare nel novero delle 40 migliaia. Questi blitz enigmatici ma non tanto, sono un nuovo modo di protesta e di allarme, che fanno meditare ed avvertono del pericolo; prendono il posto delle grandi manifestazioni, capaci di radunare molta gente, ma di far parlare per pochi giorni. Gli autori sono riconoscibili, considerata la ventennale storia della disapprovazione sociale e dei blitz in città, ma preferiscono rimanere anonimi fino al loro palesamento terminate le incursioni cartacee sui ponti e dove è possibile, come le cassette postali.


Commenta Marco Borghi, presidente della municipalità: «La perdita costante di residenti è la madre di tutte le questioni, che si riverbera sul commercio e sui servizi, compresi quelli sanitari. Se non c'è una politica per la residenzialità, tutto è finito e la città verrà destinata ad estinguersi.
Bisogna agire con leve fiscali per i proprietari privati ed assegnare le case vuote e mappate del Comune. Non servono più le aspirine, ci vuole una cura radicale: o la va o la spacca».
«49.999 non è il risultato di un destino cinico e baro - aggiunge il consigliere comunale Marco Gasparinetti - ma di responsabilità collettive e colpevoli omissioni, fra cui l'assenza di una politica per la residenza. Case vuote che potrebbero essere assegnate con bandi di autorestauro meno farraginosi di quelli che in passato sono falliti, il trasporto pubblico locale allo sbando, assenza di incentivi per chi vuole restare o ritornare. Dagli errori possiamo ancora imparare, prima che sia troppo tardi e sperando che non sia già troppo tardi». I social forum bollono, corredati dalle foto dei cartelli e dai commenti.
«Restiamo pochi ma boni», scrive nel suo post Fiorella Vittozzi del Chiaro, mentre Marco Filippini appare amaramente risolutivo: «È la fine di un'identità».
Ancora, Alberto Alberti: «Questi cartelli sono un modo intelligente per una giusta provocazione, sottolineando una vergogna annunciata».


 

Ultimo aggiornamento: 26 Maggio, 09:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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