Paragona il Green pass all'Olocausto: in azienda volantino choc del sindacalista leghista

Giovedì 21 Ottobre 2021 di Alda Vanzan
Gabriele Bazzaro, volantino choc
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VENEZIA - C'è una immagine purtroppo famosa dell'Olocausto, un braccio con tatuato il numero 98288. È il braccio dell'inglese Leon Greenman, sopravvissuto ad Auschwitz. Quella foto scattata da Ian Waldie è finita nel volantino di un sindacato per protestare contro il Green pass. E nel volantino è stato riprodotto anche un brano di Primo Levi, quello in cui spiegava come si era entrati nella dittatura nazista: «Non iniziò con le camere a gas (...). Iniziò con i politici che dividevano le persone tra noi e loro».
Com'era prevedibile, l'accostamento tra nazismo e certificazione verde, tra Olocausto e tamponi, ha provocato una bufera. Anche perché il segretario del sindacato autore del volantino ha pure incarichi amministrativi. Trattasi di Gabriele Bazzaro, pensionato, segretario nazionale della Failms (Federazione autonoma italiana lavoratori metalmeccanici siderurgici), nonché consigliere di Favaro Veneto - una delle Municipalità del Comune di Venezia - dove è stato eletto nella lista della Lega. Suo figlio, Alex, è deputato della Repubblica e consigliere comunale a Venezia sempre per il Carroccio.

LA BACHECA

Il volantino è stata attaccato nella bacheca sindacale della Leonardo di Tessera, l'azienda italiana attiva nei settori della difesa, dell'aerospazio e della sicurezza. Nello stabilimento di Tessera, nella terraferma veneziana, dove una volta c'erano le Officine Aeronavali, sono occupati oltre 170 dipendenti che si occupano principalmente della manutenzione e della prova motori di aerei C130, Awacs e Atr. Qui martedì scorso tre sigle sindacali - Failms, Fsca, Fsaa - hanno dichiarato sciopero generale a oltranza fino alla mezzanotte di sabato prossimo 23 ottobre. Le motivazioni: la contrarietà al Green pass.

IL VOLANTINO

Queste federazioni - recita il volantino affisso nella bacheca sindacale - a fronte dei gravi eventi avvenuti a Trieste e alla continuità del Governo che con l'approvazione del decreto per il Green pass obbligatorio nei posti di lavoro sta creando divisioni e spaccature sociali per le quali ci vorranno anni a risanarle, invitano il cittadino/lavoratore ad aderire allo sciopero e partecipare alle manifestazioni indette in tutte le piazze italiani.
Al di là delle sgrammaticature e di qualche accento omesso (Bazzaro nel curriculum presentato in Comune di Venezia alla voce capacità linguistiche ha scritto italiano e veneto) e al di là della scritta finale - No al Green Pass - a colpire in fabbrica è stata l'immagine del braccio tatuato scelta dalla Failms per pubblicizzare lo sciopero con l'accostamento dei vaccini e dei tamponi al nazismo e all'Olocausto. Le reazioni sono state immediate: «Vergognoso», ha tuonato la Fiom Cgil.

LE REAZIONI

«Ho sempre cercato di impormi una regola - ha scritto in un comunicato il delegato della Fiom-Cgil della Leonardo Divisione Velivoli : non rispondere ai comunicati di altre sigle, ma rispondere sempre del mio operato e di quello della mia organizzazione. Credo però che si sia passato il segno con l'ultimo comunicato affisso ieri (martedì, ndr) in bacheca da parte della Failms». Il sindacalista della Cgil è stato netto: «È vergognoso solo pensare di poter paragonare una tragedia come la Shoah, con milioni di uomini, donne e bambini uccisi nei forni crematori, al Green Pass attraverso vaccini o tamponi, il quale è uno strumento che dovrebbe preservare la salute pubblica, e che è soprattutto volontario. Ed è molto più grave se questi deliranti paragoni non vengono fatti fuori al bar ma affissi in bacheca da organizzazioni sindacali che dovrebbero almeno un po' conoscere la storia, oltre ad utilizzare il buon senso. Naturalmente mi dissocio da queste farneticazioni volte solo a fare confusione senza dichiarare obiettivi e finalità. Mi permetto di dire che anche i lavoratori a questo punto sono chiamati a scegliere se avvallare questo modus operandi o far capire che anche per loro il segno sia passato».
Da Gabriele Bazzaro, contattato al telefono, nessuna risposta.
 

Ultimo aggiornamento: 16:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA