«Mia sorella Zahra è bloccata a Kabul: i talebani l'hanno cacciata dall'aeroporto»

Martedì 17 Agosto 2021 di Nicola Munaro
Hamed Ahmadi
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VENEZIA - «Ho sentito Zahra poco fa, i talebani sono arrivati nella parte civile dell'aeroporto dove lei si trovava e li hanno cacciati tutti via. Era a trenta metri dall'accesso alla zona militare dell'aeroporto, quella per prendere i voli per l'Italia, ma per ventisei ore non ha potuto muoversi: davanti i soldati americani pronti a sparare a chi tentava di avvicinarsi, dietro i talebani che alla fine poco fa sono arrivati». Erano da poco passate le 19 di ieri sera quando Hamed Ahmadi, imprenditore afgano a Venezia da molti anni (dove ha fondato la catena di ristoranti Orient Experience), ha raccontato al Gazzettino gli ultimi sviluppi sul destino della sorella Zahra, 32 anni, attivista per i diritti umani bloccata a Kabul dopo l'arrivo dei talebani nella capitale dell'Afghanistan.


«Zahra era inserita nella lista per arrivare in Italia - ha aggiunto il fratello Hamed - ma non è riuscita ad entrare nella parte militare dell'aeroporto nonostante i tentativi e le rassicurazioni che abbiamo ricevuto anche dalla politica ed è rimasta bloccata a pochi metri dall'ingresso per più di un giorno. Il passaggio da una zona all'altra era impossibili». Ieri sera l'arrivo dei talebani nella parte civile dello scalo di Kabul ha peggiorato la situazione. «I talebani li hanno ricacciati fuori dall'aeroporto - ha spiegato il ristoratore - così la giornata di oggi (ieri, ndr) è stata un passo indietro. Al telefono le ho detto di non rientrare in città, di trovare rifugio in qualche casa vicino all'aeroporto anche per evitare che i miliziani scoprano dove abita: stanno bussando casa per casa. Ora che succede? Deve aspettare almeno fino a mercoledì e poi ci hanno rassicurato che potrà tornare in Italia. Io ringrazio chi si sta impegnando in tutti i modi, ma il vero corridoio che serve è quello per passare nella zona militare dell'aeroporto di Kabul: sono quei trenta metri che fanno la differenza».


LA POLITICA
Sul caso di Zahra è intervenuto anche il presidente del Veneto, Luca Zaia: «Ho sentito il ministro Di Maio, la Farnesina sta tentando di attivare dei corridoi umanitari, censendo le persone, organizzando voli su casi di ricongiungimenti. Lì è una tragedia. Sembra che i talebani abbiano garantito l'incolumità a chi se ne vuole andare, le immagini le abbiamo viste tutti, gente che scappa dalla morte. Ma suesto Stato dei talebani lo si riconosce? Direi proprio di no. Di certo abbiamo sprecato miliardi per portare a casa il nulla, lì i giovani dicono che il mondo si è dimenticato di loro». «Stiamo tentando in ogni modo di salvare due donne afghane dai talebani», le parole dell'eurodeputata del Partito democratico, Alessandra Moretti, al lavoro con il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, con il personale diplomatico italiano e con quello militare nel tentativo di portare in Italia Atefa Ghaafory avvocata, giornalista e attivista per i diritti delle donne e Zhara Hamadi: «Siamo riusciti a far inserire le due donne nella lista delle partenze verso l'Italia, perché entrambe con la presa del potere dei talebani rischiano la vita».
Sullo stesso fronte anche il deputato veneziano del Pd, Nicola Pellicani: «Ho raccolto l'appello di Hamed per Zahra, ho parlato più volte con Zhara mettendola in contatto in il ministero della Difesa che si è subito attivato». E da Venezia l'assessore comunale Simone Venturini chiede che, non solo per Zahra, «si attivino subito tutti i canali necessari, i veneziani sono persone generose e solidali e non intendono volgere lo sguardo dall'altra parte».

Ultimo aggiornamento: 11:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA