Il sindaco Brugnaro: «Con il mare un nuovo matrimonio»

Il sindaco Brugnaro: «Nuovo matrimonio col mare»
Se c'è una persona che ha creduto nel lancio di un Salone nautico all'Arsenale, questo è proprio il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. Da imprenditore e appassionato di nautica, Brugnaro ha colto lo scorso anno l'occasione al balzo concedendo gli spazi dell'Arsenale nord per la festa del mezzo secolo di Ferretti yachts. In quell'occasione ha potuto vedere quali persone e quali interesse muova il settore della nautica di alta gamma e ha deciso di fare il salto di qualità mettendo d'accordo un grande numero di attori.
 


Sindaco, come le è venuta l'idea di un salone nautico a Venezia e perché si è cimentato in questa sfida?
«Dice un vecchio proverbio, chi tocca il mare, tocca il mondo. In una città legata all'acqua come Venezia, non poteva mancare un'occasione per celebrare questo rapporto. L'idea è che Venezia debba nuovamente sposare il mare, non tanto in termini simbolici, ma soprattutto nel metterlo nuovamente al centro della sua attività produttiva, a tutti i livelli e in tutti i settori, dall'industria alla cultura, come avveniva ai tempi della Repubblica Serenissima. La sfida è quella di trovare la chiave per rileggere le attività che ruotano attorno alla nautica e rilanciarle, chiedendo ad ogni ente, istituzione o azienda di fare la propria parte. Il Salone Nautico sarà un evento diffuso in tutta la città, attraverso eventi, iniziative, manifestazioni, cui prendere parte in tante modalità differenti». 
Altri avevano provato ed era venuto fuori un salone abbastanza importante quando veniva ospitato in Marittima. Poi, cambiata la sede, è saltato tutto. Perché ci sarebbe spazio per un Salone Venezia, in mezzo a tanti altri eventi simili a poche centinaia di chilometri di distanza nel corso dell'anno? Mi riferisco soprattutto ai produttori.
«La presentazione ufficiale del Salone Nautico è avvenuta a Dusseldorf, durante la 50ima edizione di Boot, forse il più importante tra i grandi saloni internazionali. È proprio la dimostrazione che non c'è nessuna rivalità. Il nostro Salone Nautico è semplicemente un'integrazione dell'offerta, in particolare nel mare Adriatico, che coinvolge non solo l'Italia, ma che guarda anche a Slovenia e Croazia. Venezia è una città che vive nell'acqua, ecco perché vogliamo mostrare la barca in tutte le sue declinazioni: come mezzo ludico, per famiglie e non solo, ma anche come mezzo di lavoro, su diversa scala, dai trasporti locali alle navi, cargo e da crociera, fino alle imbarcazioni usate dalle forze dell'ordine».

Il futuro dell'Arsenale può essere quello dello yachting di alto livello?
«Questo non è il primo Salone fatto a Venezia, ma è il primo in Arsenale, grazie al supporto prezioso della Marina Militare. Abbiamo scelto come sede dove nascevano le navi che hanno assicurato la potenza della Serenissima. L'Arsenale è un esempio precoce di industria che ha radici nel Cinquecento: grazie al Salone vogliamo rilanciarlo come sede per insediare cantieri per il refitting dei grandi yacht, portando lavoro in un'area strategica per la città antica. Ecco perché il nostro è un vero e proprio appello al popolo del mare perché a giugno si ritrovi a Venezia, prima di iniziare il tradizionale periodo feriale. In più, un evento del genere può fungere da attrattore verso la scoperta e il potenziamento di altre attività produttive del territorio, in primis quelle di Porto Marghera».
Cosa troveremo tra il 18 e il 23 giugno all'Arsenale?
«Dal 18 al 23 giugno potrete visitare un Salone a 360 gradi. Oltre alla parte espositiva più tradizionale, con grandi yacht ed imbarcazioni, nelle tese dell'Arsenale saranno esposti i risultati un concorso internazionale per studi e progetti di barche, verrà illustrato il restauro delle navi, i visitatori potranno approcciare la voga alla veneta e conoscere la realtà delle remiere, potranno visitare la centrale operativa del Mose. Non solo, il Salone sarà l'occasione per approfondire l'introduzione di motori ibridi e delle più moderne tecnologie nell'ambito della nautica, ci saranno gare culinarie, attività per i bambini a cui saranno dedicati la visita al sommergibile Dandolo e al Museo Navale, concerti, tra cui quello della Fenice, e spettacoli che contamineranno anche la Terraferma. Vorrei ringraziare la Marina militare, che per prima ha creduto e appoggiato il progetto».
Il Comune ha investito molto su questa manifestazione, acquistando i pontoni e altre attrezzature. Continuerà ad essere organizzato dalla città o successivamente verrà affidato ad un soggetto diverso?
«Abbiamo programmato e finanziato, come Amministrazione, uno sviluppo del Salone su tre anni, perché pensiamo che venire a Venezia sia conveniente, non solo per i dealer, ma soprattutto per chi è già in barca nell'Alto Adriatico. È un vero proprio investimento per il lavoro dei giovani, tanto che gran parte delle attrezzature le abbiamo acquistate, e non noleggiate, per poterle utilizzare anche per altre iniziative. L'obiettivo è di creare un circuito virtuoso che riporti investimenti ed economia positiva nel settore della nautica, così da unire l'industria produttiva all'arte e alla vitalità di una città che è stata presidio del Mediterraneo».
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Mercoledì 12 Giugno 2019, 15:04






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5 di 5 commenti presenti
2019-06-16 20:24:30
Venezia capitale del Veneto! Veneti cacciate questa marmaglia! Sorgete!!!
2019-06-16 17:54:41
Questo, con l'aiuto dei suoi soldoni, e' stato brewvissimo ad infinocchiarci. E purttrtoppo, e ripeto purtroppo, sara' rieletto con i voti dei terrafermieri che non hanno capito un' acca di chi sia costui.
2019-06-13 16:53:56
Gigi e le bricole nei canali. Mai parlar di brache se non si capisce e non si conosce la materia. Ma se tornasse nel veneto?
2019-06-13 13:17:14
Il mare mi sembra molto piu' prono ad un "divorzio" con i politicanti che da sempre maltrattano la povera Venezia ... altro che "matrimonio" ...
2019-06-13 13:01:55
Chi ha gestito Venezia portandola allo strazio e' stato un manigoldo e lo sono stati in tanti e tutti di qualsiasi colore o partito o lista da qualche decennio a questa parte...una manica di somari si potrebbe dire...ebbene non vediamo grandi miglioramenti purtroppo nemmeno con questo sindaco...un po' meglio ma non di tanto...diciamo che se fossimo in un paese tipo San Daniele in Friuli c'e' la corsa dei somari ... qualcuno vince ma alla fine si rimane sempre di quella razza, non si diventa ne' mulo, ne' cavallo ... povera Venezia!