Pontida tra pratone e palco, riflettori accesi sugli assenti. Duecento pullman in partenza da tutta Italia, 47 dal Veneto

Sabato 16 Settembre 2023 di Alda Vanzan
Pontida tra pratone e palco, riflettori accesi sugli assenti

E adesso a Pontida ci vanno tutti. O, almeno, così dicono. L'assessore regionale del Veneto Roberto Marcato: «Io a Pontida? Sì». Il suo collega Federico Caner: «Avrei degli impegni istituzionali, ma per rispetto dei sostenitori sto valutando di andare». L'assessore Gianpaolo Bottacin non dice sì, ma non dice neanche no: «Non dichiaro nulla come nell'ultimo mese e mezzo».

 

I BEI TEMPI ANDATI

Poi ci sono quelli che rivangano i bei tempi andati e certe giornate storiche, anche se poi rimaste solo folklore, come la Dichiarazione di Indipendenza della Padania in Riva Sette Martiri a Venezia con l'ampolla, l'acqua del Po svuotata nel bacino di San Marco, Umberto Bossi che baciava con commozione la moglie Manuela, i ventimila festanti tutt'attorno, incuranti delle proteste e dei seni nudi esibiti da Eva Henger contro la secessione. «15 settembre 1996.

Io c'ero. #emozionivere», ha scritto su Facebook il consigliere regionale Gabriele Michieletto. Domani, a Pontida, sarà la stessa emozione?

 

"CONTRO LA SINISTRA, PER LA LIBERTA'"


Ventisette anni dopo la "Nascita della Padania", il Popolo della Lega è chiamato sul Pratone bergamasco "contro la sinistra, per la libertà". «Vi aspettiamo con Marine Le Pen questa domenica a Pontida, per una giornata di festa, democrazia e unione tra popoli», ha scritto il segretario Matteo Salvini sui social. Ma alla cena dei parlamentari leghisti nella villa del collega deputato Antonio Angelucci, editore ed imprenditore, il Capitano è stato netto: a Pontida non si può non esserci. «Ho sentito - ha detto - che ci sono personalità con ruoli istituzionali, regionali, che hanno affermato che non verranno a Pontida. Questo è inaccettabile. Se qualcuno si permette dire e fare una cosa del genere, vuol dire che sono stato troppo buono. Lunedì chiamerò personalmente quelli che non si presenteranno sul Pratone». Parole che in Veneto sono state interpretate come l'avviso di sfratto per chi non si farà vedere. E pare anche di capire che a qualcuno vada bene essere cacciato per aver contestato una linea politica della Lega - sempre meno padana, sempre più nazionale - mai discussa né votata in un congresso.


 

IL PALCO


L'anno scorso le polemiche riguardarono gli assessori Marcato e Bottacin perché erano sì a Pontida, ma non erano saliti sul palco. Quest'anno sul palco si noteranno altre assenze. «Nasco secessionista, non posso diventare lepenista», ha detto Caner: «Sto valutando di partecipare per rispetto dei nostri sostenitori, me lo stanno chiedendo il mio segretario provinciale Dimitri Coin e la mia sezione. Però starò giù, sul Pratone, con i nostri leghisti. E non mi interessano le velate minacce di epurazioni». «Leggo che Salvini avrebbe chiesto 30mila euro ai parlamentari per la campagna elettorale delle Europee - aggiunge Caner -. A me piacerebbe sapere come vengono utilizzati i 1.200 euro mensili che i "regionali" danno al partito veneto: mai vista una rendicontazione». Contrario alla presenza di Marine Le Pen è anche il consigliere regionale Marzio Favero, che potrebbe non partecipare per motivi di salute: «Sussiste un'incompatibilità radicale con la Lega, nata per riorganizzare lo Stato in senso federale e che per la stessa ragione dovrebbe puntare alla riorganizzazione in forma federale dell'Unione europea. Invece quello della Le Pen è un movimento centralista, nazionalista nel senso decettivo del termine e antieuropeista, contrario all'Ue in maniera forte».


 

TENSIONI


Intanto c'è chi mette in fila turbolenze in giro per l'Italia e nello stesso Veneto. In Val d'Aosta tre consiglieri regionali (Stefano Aggravi, Dino Planaz, Dennis Brunod) hanno lasciato il partito per divergenze sulla riforma elettorale. In Veneto nessuno avrebbe mai osato mettersi contro la Regione e invece sta accadendo. È il caso di Crocetta del Montello, Comune trevigiano guidato dalla leghista Marianella Tormena che contro la cassa di espansione sulle Grave di Ciano si è rivolto al Tribunale superiore delle Acque pubbliche. Nel Vicentino sindaci leghisti della Valle dell'Agno hanno protestato contro i tagli alla sanità (materia della Regione di Luca Zaia). E il partito tace.


 

I PULLMAN


Ieri, intanto, da via Bellerio è stato comunicato che a Pontida ad "accogliere le migliaia di persone per il tradizionale ritrovo ci sarà un palco di 50 metri, due maxi schermi da 7 metri per 4 e 5 punti di ristoro". I lavori: "Sul palco si alterneranno - tra gli altri - ministri e governatori della Lega. Matteo Salvini non ha ancora chiuso la scaletta definitiva: il leader e Marine Le Pen, che arriverà direttamente da Parigi, parleranno dopo le 12,30 circa con Salvini che chiuderà la manifestazione. In queste ore stanno ufficializzando la propria adesione anche alcuni esponenti politici esteri". Quanta gente ci sarà? "È stata abbondantemente superata la quota di 200 pullman", dicono in Bellerio. Solo dal Veneto saranno 47. E i maligni aspettano di vedere quanta gente sarà effettivamente trasportata. Perché avere 200 pullman non vuol dire 200 pullman pieni...

Ultimo aggiornamento: 10:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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