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Ongo, il grande cuore della Benefica San Giacomo: «Una vita spesa per gli altri»

Domenica 26 Giugno 2022 di Tomaso Borzomì
Giuliano Ongo Zanon

VENEZIA - Se n'è andato in silenzio e senza disturbare nessuno. Il 74enne Giuliano Ongo Zanon ha però lasciato un vuoto in città per tutto il bene che aveva distribuito nel corso della sua vita. Una vita spesa a servizio degli altri, da uomo buono che si era fatto amare da tanti, sempre senza andare sopra le righe. Assieme alla moglie Maria, alla figlia Alessia e al nipotino Mattia sono in tanti a piangere Ongo, dalla Benefica San Giacomo Dall'Orio alla Fondazione Elena Trevisanato, ma anche l'Agape Campalto e tante realtà che hanno beneficiato degli sforzi fatti da lui in prima persona.


Giuliano riusciva a persuadere anche chi gli era vicino a spendersi per gli altri, impossibile dirgli di no, come ricorda la figlia: «Una vita per gli altri. Sempre e comunque, era la tipica persona che piuttosto che far mancare qualcosa a qualcuno si fa un debito. Caratterialmente conciliava tutti, faceva da paciere, riusciva a non creare scontri». E di bene, Giuliano, ne ha fatto tanto, senza tralasciare il lavoro: «Aveva iniziato a fare il dipintore portando avanti l'attività del nonno, mancato 38 anni fa. Non aveva mai fatto neanche un preventivo, è partito da solo, si è fatto da solo e attorno ha creato una rete di persone che si dava da fare nella beneficienza. Tutto quello che era finalizzato ad aiutare gli altri era per lui una priorità». Non a caso, per tanti anni è stato l'anima di San Giacomo Dall'Orio: «Dopo mio nonno era stato lui presidente della Benefica, per oltre 50 anni si è sempre dato da fare. Coinvolgeva anche me, soprattutto quando c'era da aiutare chi si trovava in difficoltà».


Bollette, spese e vestiario per i meno abbienti, Ongo cercava ogni occasione per far del bene. Sulla festa di San Giacomo Alessia è decisa: «Non so bene come, ma la festa va fatta. Inizialmente c'era chi era scettico, ma mi prendo io la responsabilità e mi darò da fare, magari sarà più piccola, ma bisogna darsi da fare per lui, ricordandolo». Dolce uno degli ultimi momenti legati al nonno Giuliano: «Stava già cominciando a coinvolgere nelle attività suo nipotino Mattia, gli aveva detto che quest'anno avrebbe dovuto fare il direttore della pesca di beneficienza». Sempre in tema di ricordi, Alessia continua: «Lo chiamavo Mapo, perché era faceva da mamma e da papà, era sempre presente per qualunque cosa, anche per le cose più intime, da donna, era il mio punto di riferimento, ci capivamo sempre». L'ultimo viaggio di famiglia è stato nel 2019: «Siamo stati in Thailandia, non eravamo mai andati insieme al di là del continente, sì, la settimana in montagna, ma mai così lontano. È stato un bel momento». Infine, Alessia spiega il perché del soprannome: «Da giovane pesava 60 chili bagnato, aveva le gambette secche secche ed alto un metro e novanta, per quello. E ogni volta che si facevano due passi per strada, era tutto un Ongo vien qua, Ongo vien de la. C'era tanta gente che gli voleva bene e che lo potrà salutare mercoledì alle 11 a San Giacomo».

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