Infarto improvviso: il papà muore. Addio ristorante, casa e vita normale. L'appello di una mamma e due figlie

Sabato 11 Luglio 2020 di Fulvio Fenzo
​Infarto improvviso: il papà muore. Addio ristorante, casa e vita normale. L'appello di una mamma e due figlie (Foto di Ulrike Mai da Pixabay)
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MESTRE - Questa è una storia triste, che racconta un po' i motivi del declino della città. Avete presente tutti i negozi chiusi con scritto affittasi del centro, ma che non vengono affittati perché i proprietari non abbassano i canoni preferendo lasciarli vuoti? Ecco, è una cosa simile, solo che qui la protagonista è una famiglia che, dopo aver subito il lutto della perdita del papà a soli 43 anni, stroncato da un infarto, è stata sfrattata dai proprietari titolari di diversi appartamenti in centro, che ora si rivalgono su una delle due figlie e sulla vedova per ottenere arretrati e spese legali. E, l'altra mattina, un ufficiale giudiziario si è perfino presentato al datore di lavoro della giovane per pignorarle un pezzo dello stipendio da part time: circa 200 euro al mese su una paga di 800.

LA STORIA
È il 2012. Il papà gestisce con un parente un ristorante sulla Miranese quando il suo cuore si ferma improvvisamente. Tutto ricade sulla madre che, all'epoca, ha due figlie di 9 e 17 anni e un lavoretto che non basta a mantenerle. La figlia maggiore, per aiutare la mamma, abbandona la scuola dopo essere stata promossa in quinta. Trova qualche lavoro, ma non è sufficiente. Lasciano la casa in cui vivevano e, alla fine del 2016, vanno ad abitare in affitto in via Verdi, in quella casa non proprio nuovissima di quei due anziani proprietari immobiliari mestrini con il contratto a nome di madre e figlia, ormai maggiorenne. È fatica, ma si tira avanti. Però poi la madre, parrucchiera, perde il lavoro, e i soldi non bastano più. L'affitto non viene pagato per qualche mese, quindi i proprietari avviano le pratiche per lo sfratto, arrivato nell'aprile dell'anno scorso.

L'AIUTO DEL COMUNE
Disperate, si rivolgono ai servizi sociali che, attraverso i fondi della morosità incolpevole, riescono a offrire alla famiglia un contributo all'affitto per circa un anno in un'altra piccola casa (un bilocale) che intanto hanno trovato, ovviamente non in centro. La vita continua, ma in parallelo va avanti anche la causa che la coppia di proprietari ha aperto per riavere tutto il denaro fino all'ultimo centesimo, e anche di più: cinquemila euro di affitti non versati, ma aggiungono le spese legali, altri costi legati all'alloggio, interessi e perfino le spese condominiali di cui, a detta della famiglia, si sarebbero dovuti fare carico i titolari. Il conto è arrivato l'altra mattina con l'ufficiale giudiziario: la famiglia si trova a dover pagare 20mila euro che verranno, a colpi di trattenute, prelevati dagli stipendi della figlia e della madre, la prima part time a 800 euro al mese e la seconda che prende circa la metà. Ah, i proprietari hanno quasi ottant'anni: i ventimila euro, a colpi di poche centinaia di euro al mese, li vedranno in almeno sei anni. 

L'APPELLO
Come se non bastasse, tra un mese finiranno pure i soldi del contributo straordinario concesso dal Comune, e dovranno pagarsi l'intero affitto. «Non ce la potremo fare» dice la figlia che, se non ci fosse stata un'amica della famiglia che ha fatto emergere la storia su Facebook, non si sarebbe mai rivolta ai giornali, tanta è la loro dignità. Sempre via Facebook, alcuni mestrini si sono fatti avanti per aiutare questa famiglia, «ma il mio obiettivo - racconta l'amica - era prima di tutto raccontare come e perché questa città ha perso un pezzo del suo cuore. Non è possibile che due proprietari benestanti, senza figli e con altri immobili, si rivalgano su una madre e due figlie che adesso anno 26 e 17 anni, già distrutte dal dolore per la perdita del marito e del papà. Questa non è Mestre». Parole da sottoscrivere col sangue. E, quando si gira per il centro notando quelle vetrine vuote, vale la pena di alzare lo sguardo per guardare anche tutti gli appartamenti chiusi. Lì dentro possono esserci passate storie come questa. Ultimo aggiornamento: 17:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA