Bob Sinclar in consolle al King's di Jesolo, quattro chiacchiere con uno dei dj e produttori più famosi del mondo

Lunedì 25 Aprile 2022 di Giuseppe Babbo
Bob Sinclar

JESOLO (VENEZIA) - «La musica ti può far sognare, soprattutto in momenti così complicati». Il re nel suo regno. Le parole sono quelle di Bob Sinclar, al secolo Christophe Le Friant, uno dei dj e produttori più famosi al mondo, icona mondiale della musica house, sabato notte tornato a scaldare la consolle del King's di Jesolo, discoteca simbolo del divertimento notturno del Nordest. Qui l'ultima volta si era esibito nell'aprile del 2019, la data successiva doveva essere nel marzo del 2020 ma la pandemia, con le discoteche costrette alla chiusura forzata, ha cancellato tutto.


LA NORMALITÀ


Sabato scorso finalmente l'atteso, e per certi versi invocato, ritorno. Un segno, anche questo, dell'avvio verso la normalità nonostante l'obbligo delle mascherine (ma non in pista), i biglietti nominali e la capienza ridotta al 50%. Il suo arrivo in console è stato puntale, alle 2 come da programma. Ad accoglierlo come un perfetto padrone di casa Riccardo Checchin, tra i soci della disco jesolana. Ad aspettarlo oltre 2.500 persone, espressione di generazioni diverse, tutte estasiate. A spiegare il fenomeno è stato lo stesso dj super star, parlando di una situazione che s'interfaccia con la complessità dell'attualità.


Cosa succede tra la paura per la guerra e le incertezze generate dalla pandemia?
«La musica ti aiuta ad affrontare la vita, in questo senso la ritengo molto importante. Se parliamo a livello generale, la musica poi rappresenta un messaggio di fede molto forte ed è un modo molto utile per superare le difficoltà. Quando una persona crede in qualcosa la musica ti aiuta ad enfatizzarlo, questo del resto è il principio del Gospel».


È da qui che nasce una sorta di venerazione del pubblico?
«Sono convinto che il ruolo dell'artista sia anche quello di portare le persone a fuggire dalla realtà, soprattutto quando l'attualità è dura».


A proposito di difficoltà: cosa rimane degli ultimi 24 mesi?
«Il successo ottenuto nel 2020, durante il primo lockdown quando ho fatto 55 giorni di show giornaliero attraverso i social. Era un quotidiano incontro con la musica, ho avuto la possibilità di suonare tanti generi di musica diversi. Ho raccolto milioni di visualizzazioni ogni giorno, all'inizio non immaginavo un successo simile».


Secondo lei a cosa è dovuto questo riscontro?
«Immagino perché ho suonato generi diversi pur partendo dall'house classica, ma soprattutto perché sono stato me stesso: ho fatto ciò che sono, un disc jockey».


Finalmente è tornato ad esibirsi di fronte al pubblico.
«Sono molto felice, dell'Italia adoro tutto e qui abbiamo fatto sempre della belle feste. Ho suonato in molti club, anche in Veneto, di tutti ho un ottimo ricordo. Ora se devo dirla tutto vedo un pubblico carico e più partecipe».


Se parliamo di legame con l'Italia, non si può non ricordare l'amicizia con Raffaella Carrà, nata nel 2011 con il successo di Far l'amore, remix del brano del '76.
«Quando ci siamo conosciuti è nato subito un forte feeling. A colpirmi fu la sua energia ma anche il fatto che lavorava con lo stesso team da oltre 30 anni: essere parte di quella squadra è stato molto emozionante. Lei era una parte della famiglia degli italiani e grazie a lei mi sono sentito adottato dagli italiani. Quel brano è stato anche colonna sonora del film premio Oscar La Grande Bellezza. Ma di lei voglio ricordare le tante battaglie: è stata una vera icona per le donne e per gay».


Lei è un dj super star da molti anni, esiste un segreto?
«La perseveranza. Ho la fortuna di aver trasformato la ma passione nel mio lavoro. Il talento da solo non basta, servono sacrificio, impegno e lavoro».
 

Ultimo aggiornamento: 17:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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