Mercoledì 16 Ottobre 2019, 11:25

Asta a Mestre: in vendita lo storico cinema a luci rosse

Asta a Mestre: in vendita lo storico cinema a luci rosse
MESTRE - C'è chi, forse, lo rimpiange un po'. Una fauna di baveri alzati, cappelli e occhiali scuri per non farsi riconoscere, con proiezioni che iniziavano alle 2 e mezza di pomeriggio per arrivare fino a mezzanotte (ai tempi d'oro anche oltre) e film vietatissimi dai titoli che, quando non debordavano sull'irripetibile, potevano essere perfino divertenti (un esempio? Spingi Gonzales, ma anche le serie su Biancaneve e i sette nani). Era il Cinema Piave, la sala a luci rosse di via Premuda rimasta aperta fino a cinque anni fa e, da allora, abbandonata. Che, adesso, va all'asta come esecuzione immobiliare per i debiti non pagati dal proprietario. Cinema composto da tre piani, inattivo da circa un lustro, con la conseguenza che giace in uno stato di evidente decadimento complessivo. Tutta la parte impiantistica, deve ritenersi non più completamente a norma. Irregolarità catastali ed edilizie. Insomma, non è
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5 di 6 commenti presenti
2019-10-17 14:23:38
Interessante la storia del cinema Piave. Era la sala più raffinata della città. Proponeva i numeri di "avanspettacolo" delle compagnie più prestigiose. Il proprietario era lui stesso un uomo da palcoscenico, dove si esibiva come prestigiatore-fachiro in abiti orientaleggianti che si adraiava sui chiodi e si infilava spilli nel corpo secondo un tipo di personaggio molto in voga all'epoca. Le sue conoscenze nel mondo dello spettacolo gli permettevano di intercettare le compagnie più prestigiose prima che lo facessero altri locali, spesso sottraendogli la piazza. I suoi gusti erano una tacca sopra a quelli medi della città, e manteneva il piccolo teatro come ci si sarebbe aspettati di trovarlo a Milano o a Torino. Il fachiro Jovanin (in arte Jarto Jova) era di buon cuore, non di rado, una volta spente le luci, scostava la tenda e faceva entrare i ragazzini che stazionavano sognanti davanti ai cartelloni illuminati dal filo al neon. Si diceva che fosse imparentato col principale concorrente, che per una storia di famiglia e di debiti riusci' ad ottenere il locale dedicandolo al porno anche in sfregio al precedente gestore. Prima i film un po' ose' (roba che oggi andrebbe tranquillamnete in diretta su rai 1) erano proiettati in una famosa sala di via Palazzo. Del periodo porno al Piave, i ragazzini della zona ricordano volentieri le serate estive: Dovete sapere che il proiezionista titolare era discretamente sordo, percio' teneva altissimo l'altoparlante in cabina, le cui finestre davano su via Premuda. I brufolosi tentavano di dar corpo con l'immaginazione a quel che sentivano, nell'attesa di avere l'età giusta per entrare... Un'altra Mestre, decisamente. Specie al confronto della Calcutta di adesso, dove sembra di essere facendo una passeggiata proprio in via Piave. Traggo tutto questo dai ricordi di mio padre, classe 32, che aabitava poco distante dal cinema, e da quelli dei vecchi proiezionisti di Mestre, essendo un mestiere che ho fatto da giovane per un certo periodo.
2019-10-17 09:37:43
RIAPRITELO!
2019-10-17 08:38:28
Biancaneve ed i sette nani.......Ahahahah!!
2019-10-17 00:10:18
Pare che l'associazione dei medici oculisti stia valutando l'acquisto del cinema per rimetterlo in funzione e riportarlo ai fasti di un tempo...
2019-10-16 20:02:23
Se diventasse una segheria il mutamento sarebbe davvero minimo.