Alloggi popolari affittati ai turisti: blitz dell'Ater, scovati i primi furbi

Giovedì 10 Agosto 2017 di ​Giorgia Pradolin
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VENEZIA - Da una parte c'è un problema di irregolarità, quello delle case Ater, magari Erp, subaffittate dagli inquilini ai turisti, e dall'altro c'è un problema etico per la città: chi dopo anni di affitto agevolato riesce a comprarsi l'abitazione, poi ci mette dentro i foresti e la trasforma in un appartamento turistico.

A Venezia capita un po' di tutto, ma dopo la denuncia del Gazzettino di ieri, l'Ater ha stretto le maglie dei controlli e qualche risultato sta già spuntando fuori: a Cannaregio un residente mediorientale è stato beccato ieri mattina dai carabinieri mentre arrotondava affittando ai turisti la propria abitazione, le verifiche sono in corso, e un altro caso analogo, nello stesso sestiere, ha fatto partire una denuncia dell'ente alla Guardia di finanza. D'ora in poi scatteranno gli appostamenti dei militari, della guardia di finanza e dei vigili urbani dove ci sarà la segnalazione dell'andirivieni di trolley sospetti con inquilini sempre diversi, in quelle case pubbliche che dovrebbero essere affittate (e abitate) dai residenti. 

Nel centro storico lagunare, è risaputo, ogni buco diventa ghiotto per gli affitti turistici. In passato si erano visti magazzini e soffitte attrezzati con posti letto ma ora emerge anche il fenomeno degli alloggi pubblici subaffittati, naturalmente in nero. Alla mole degli introiti sommersi provenienti dalle affittanze silenziose si affaccia anche un'altra questione: quelle ex case pubbliche, Ater e Comunali, vendute negli anni ai locatari del centro storico a prezzi accessibili per favorire la residenzialità, ma una volta private sono state trasformate in alloggi turistici. Tutto nella piena legittimità, ma in un mercato come quello di Venezia, dove la città perde ogni giorno residenti soppiantati dai turisti e le case si trasformano in locazioni per affitti brevi, la furbata, pur nel rispetto delle leggi, accelera lo spopolamento e va nella direzione opposta a quella intrapresa dal Comune che sta cercando di mettere un freno alle attività ricettive. © RIPRODUZIONE RISERVATA