Telecamere in asili e case di riposo boom di domande dai Comuni friulani

Giovedì 21 Novembre 2019 di Camilla De Mori
UDINE - Una valanga di domande per assicurarsi una fetta dei 3 milioni di euro stanziati dalla Regione per installare telecamere di videosorveglianza in scuole e strutture sociosanitarie per anziani e disabili. In ballo c'era un milione per i 4 capoluoghi, di cui 250mila euro per Udine, e 2 per gli altri comuni. Alla fine, come annuncia l'assessore Pierpaolo Roberti, sono «114 i Comuni che hanno fatto richiesta di fondi per le telecamere», vale a dire «oltre il 50 per cento dei Municipi della nostra regione».
 
L'ASSESSORE
«Un ottimo numero - rileva ancora l'assessore regionale alla Sicurezza - anche perché non tutti i comuni hanno strutture che possono beneficiare dei fondi sul loro territorio». Fra i 101 Comuni che non hanno chiesto alcun contributo, tiene a precisare infatti Roberti, «alcuni non presentano proprio le strutture con le caratteristiche previste dal bando». Il budget stanziato dalla giunta Fedriga, infatti, nelle intenzioni dell'esecutivo, dovrà servire a finanziare telecamere in asili statali e non statali, in strutture sociosanitarie e socioassistenziali per anziani e disabili, anche in questo caso pubbliche o private.
NELLE EX PROVINCE
L'ex provincia di Udine fa la parte del leone. Nel territorio che gravita intorno alla capitale del Friuli hanno presentato domanda 73 municipi compresa Sappada, ovvero una buona metà circa del totale dei comuni di quest'area della regione. Nella Destra Tagliamento, invece, oltre a Pordenone, a fare la richiesta di fondi per le telecamere sono stati altri 25 municipi, mentre nell'Isontino si contano 13 istanze e due a Trieste (il capoluogo e Duino Aurisina).
IL SINDACOQuasi tutti rappresentati nell'ex territorio provinciale i 20 comuni più popolosi, capitanati da Udine, con qualche vistosa assenza, come Cervignano, Pasian di Prato, Pozzuolo, Lignano, Martignacco e Fiumicello Villa Vicentina. Per esempio, il sindaco di Pasian di Prato Andrea Pozzo spiega che il sistema di telecamere è stato rinnovato recentemente e che oggi ci sono una trentina di occhi elettronici fra il comune della cintura udinese e Martignacco, con cui Pasian di Prato condivide una rete e «un corpo di controllo intercomunale». «Non abbiamo case di riposo pubbliche, ma solo convenzionate e in quel caso è il gestore che decide», spiega, chiarendo la scelta di non chiedere il contributo.
LA LISTA
Non se lo sono fatti sfuggire invece Ampezzo, Aquileia, Arta Terme, Artegna, Bertiolo, Bicinicco, Bordano, Buja, Campoformido, Castions di Strada, Chiusaforte, Cividale, Colloredo, Corno di Rosazzo, Coseano, Dignano, Fagagna, Flaibano, Forgaria, Gemona, Latisana, Lestizza, Majano, Manzano, Mereto di Tomba, Moggio, Moimacco, Montenars, Mortegliano, Moruzzo, Muzzana, Osoppo, Palazzolo, Paluzza, Pavia di Udine, Pocenia, Pontebba, Precenicco, Premariacco, Prepotto, Pulfero, Ravascletto, Reana del Rojale, Remanzacco, Rive d'Arcano, Rivignano Teor, Ronchis, Ruda, San Daniele, San Giorgio di Nogaro, San Giovanni al Natisone, San Vito al Torre, San Vito di Fagagna, Santa Maria la Longa, Sauris, Sappada, Sedegliano, Socchieve, Taipana, Talmassons, Tarcento, Tarvisio, Tavagnacco, Tolmezzo, Torreano, Tricesimo, Trivignano, Udine, Varmo, Venzone, Visco.
NEL CAPOLUOGO
A Udine la giunta ha già annunciato che, con i 250mila euro previsti per il capoluogo, saranno installati sistemi di videosorveglianza a tutela di scuole, asili e case di riposo. Per la sicurezza il Comune ha già ottenuto fondi sia da Roma (con cui sono state piazzate telecamere in cinque istituti udinesi) sia dalla Regione stessa.
Camilla De Mori
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