No vax bloccano l'hub vaccinale, la rabbia del presidente dell'ordine dei medici: «Pensavo ai miei colleghi»

Lunedì 10 Gennaio 2022 di Davide Lisetto
Polo vaccinale Real Asco a Vellenoncello

GEMONA - Il suo post era apparso su Faceboook qualche giorno fa sotto la notizia che riguardava il polo vaccinale di Gemona dove un centinaio di no-vax si erano messi in fila rifiutando poi la dose con l'obiettivo di rallentare l'attività di immunizzazione. Ora basta, identifichiamoli e non curiamoli quando avranno bisogno dell'ospedale, aveva commentato Luciano Clarizia, presidente dell'Ordine delle professioni infermieristiche. Un'affermazione che, proprio perché pronunciata dal capo degli infermieri, aveva suscitato più di qualche reazione polemica sui social.


«È chiaro che quelle parole - ha spiegato lo stesso Clarizia - volevano essere soltanto una provocazione, un modo per sottolineare quanto sbagliato e irrispettoso fosse quel comportamento in questo drammatico momento. È stato uno sfogo, quando ho visto quella notizia ho pensato che molte persone che volevano fare il vaccino e che hanno magari la necessità immediata subivano un ritardo e un disagio. Ho pensato ai miei colleghi infermieri che in quel momento stavano vaccinando, fuori dal loro orario di lavoro e magari in un giorno di riposo come ormai avviene normalmente vista la carenza di personale». Ma a qualcuno quella frase non è sembrata opportuna. «Ripeto - ribadisce il presidente dell'Ordine degli infermieri - una provocazione e nulla di più. Figuriamoci se non conosco i nostri doveri e il nostro codice deontologico: tutti vanno sempre curati senza alcuna distinzione. Curerò sempre chiunque, ma l'episodio mi era sembrato così grave e assurdo che ho avuto una reazione immediata. Spero che la provocazione faccia discutere su queste situazioni gravissime. Sulle quali le autorità ipotizzano il reato di interruzione di pubblico servizio».


E l'episodio porta alla luce anche la situazione di stanchezza e di difficoltà in cui operano i vaccinatori. «Da oltre un anno - aggiunge Clarizia - infermieri e medici continuano a operare nei poli vaccinali oltre il loro orario di servizio e nelle giornate di riposo per poter garantire le vaccinazioni. Ed è sempre più difficile vista la carenza di personale». C'è poi l'aspetto dei ricoverati no-vax. «Gli operatori che li curano - sottolinea - spesso soffrono la frustrazione perché in alcuni casi i pazienti non accettano le cure e continuano a negare gli effetti della malattia».
 

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