Folgorato sul lavoro, azienda risarcisce e il responsabile del cantiere patteggia

Mercoledì 18 Novembre 2020 di Redazione online
Donato Maggi

FANNA - C'è un patteggiamento per la morte di Donato Maggi, 37enne originario di Carosino (Taranto) che si era trasferito in Friuli, a Ragogna, per lavoro. Sposato da cinque mesi, morì folgorato il 7 agosto 2018 al cementificio Buzzi di Fanna: era il suo primo giorno di lavoro alle dipendenze della Friul Montaggi di Porpetto. Ieri, davanti al giudice monocratico Eugenio Pergola, l'avvocato Giuseppe Campeis ha riformulato alla Procura istanza di patteggiamento, che in udienza preliminare era stata rigettata perchè la pena era stata ritenuta incongrua e i familiari della vittima non erano stati risarciti.

La vittima 

Ad aprire le porte del patteggiamento è stato un risarcimento parziale di 200mila euro interamente versato dalla Friul Montaggi, in quanto l'assicurazione non ha aderito ad accordi extra giudiziali. Per Dionisio Trevisan, 70 anni, di Precenicco, che in qualità di responsabile del cantiere era imputato di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, la pena è stata quantificata in 1 anno 9 mesi e 10 giorni (sospesa).
In virtù dell'acconto versato, la parte civile rappresentata dall'avvocato Marco Frigo dello Studio 3A-Valore è uscita dal processo penale ritirando la costituzione. Il risarcimento sarà definito nel corso di un'azione civile, sede nella quale l'avvocato Campeis chiamerà in causa la compagnia assicurativa Generali. Il processo prosegue invece a gennaio per il coimputato Aldo Bertoia, 51enne latisanese titolare della Friul Montaggi, e per la stessa ditta. Nell'udienza cominceranno a sfilare i testimoni della pubblica accusa rappresentata dal pm Federico Facchin.
Il giorno della tragedia Maggi, appena giunto sul posto di lavoro, alle 7.45, venne mandato all'interno di una cabina di trasformazione del cementificio. Alle 8.05 l'infortunio mortale. La Friul Montaggi aveva ricevuto dalla Buzzi l'incarico di realizzare una struttura atta a rimuovere il trasformatore trifase all'interno della cabina. La ditta avrebbe dovuto visionare la parte sottostante del pavimento flottante togliendo alcune mattonelle e prendere le misure per stabilire la metodologia e realizzare eventuali strutture per la rimozione del trasformatore, operazione programmata per il 16 agosto.
Trevisan, tolte le mattonelle, ordinò al 37enne di iniziare a smontare le coperture del trasformatore, che risultava ancora sotto tensione, consegnandogli chiavi inglesi e un avvitatore elettrico. Quest'operazione che per Maggi si rivelò fatale. Alla luce dei bulloni trovati rimossi dalle piastre laterali del trasformatore, si è ritenuto che l'operaio nello svitarli fosse entrato in contatto con parti ancora in tensione elettrica. L'uomo fu investito da una scossa che nè determinò l'arresto cardiaco.
Maggi era stato assunto a tempo determinato (dal 7 agosto al 1. settembre) dall'agenzia interinale Tempi Moderni in somministrazione di lavoro alla Friul Montaggi. Operaio con mansioni di manutenzione impiantistica, era al primo giorno di lavoro. Destinazione cementificio Buzzi Unicem di Fanna. Dagli accertamenti dello Spsal, era emerso che il lavoratore non aveva attestati di formazione in materia di sicurezza sul lavoro.
 

Ultimo aggiornamento: 11:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA