Lunedì 18 Novembre 2019, 21:51

Con i fasci littori sul muro di casa. Denunciato, il giudice lo assolve

Con i fasci littori sul muro di casa. Denunciato, il giudice lo assolve
GEMONA - Non è reato avere delle rappresentazioni del fascio littorio nel giardino di casa o alle pareti. Non è reato nemmeno esporre su una targa una frase pronunciata da Benito Mussolini. E non è reato perché l’esposizione di simboli o cimeli del Ventennio non presuppone alcuna volontà né intenzione di ricostituire o evocare in maniera diretta il Partito nazionale fascista. Quindi la legge Scelba del 1952, che disciplina l’apologia del fascismo, in questo caso si disinnesca. È quello che ha deciso ieri mattina il Tribunale di Udine, assolvendo l’imputato Paolo Garlant, 40 anni, residente a Gemona nella casa “incriminata”. Il giudice è stato chiaro: il fatto non costituisce reato. Garlant, collezionista e ricercatore di cimeli storici, ha nella sua proprietà due riproduzioni del fascio littorio, una targa con la scritta “È l’aratro che traccia il solco ma è la spada che lo difende” e altri oggetti rari.
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5 di 32 commenti presenti
2019-11-19 20:26:51
che se magna stasera? e domani a pranzo che magnate?
2019-11-20 11:04:39
bambini ?
2019-11-20 12:23:47
...o sardine?
2019-11-19 18:03:18
Ha ragione il giudice, perché perdere tempo con i cretini.
2019-11-19 15:27:07
Non sarebbe meglio preoccuparsi del fatto che viviamo in una dittatura mascherata da democrazia ? Del fatto che lo Stato siamo noi quando c'è da pagare ma le decisioni le prendono gente che non ci rappresenta ? Giulio Cesare dava pane e circensi,oggi danno calcio e basta.