Trieste, la vita del killer tra Germania e Italia: «Il fratello fermato con una scimitarra»

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Trieste, la vita del killer tra Germania e Italia: «Il fratello fermato con una scimitarra»

di Michela Allegri

Dalla Repubblica Dominicana alla Germania, dall’Aquila a Belluno, fino a Trieste. Un passato trascorso in un centro di igiene mentale tedesco e nessun ricovero in Italia, nonostante il giorno prima di rubare la pistola a un poliziotto nella questura di Trieste, uccidere lui e un suo collega, rubare un’altra arma e seminare il panico, Alejandro Augusto Stephan Meran, 29 anni, detto Tito, fosse già in preda alla follia, convinto di sentire voci di uomini che lo volevano uccidere. E invece, è stato lui a trasformarsi in un killer spietato, prima di rinchiudersi in un ostinato mutismo di fronte al gip che, dopo la mattanza, lo ha sentito per l’interrogatorio di convalida.

IL FRATELLO
Nessuna accusa a carico del fratello Carlysle, 31 anni. Era stato lui a denunciare Alejandro, che la mattina dell’omicidio aveva rubato un motorino. «Ha problemi psichici», aveva detto agli agenti. «Tito ha combinato un altro guaio», aveva detto invece alla madre. Ma non si sarebbe mai immaginato che avrebbe impugnato due pistole e avrebbe iniziato a sparare all’impazzata, uccidendo due persone, ferendone una terza, rischiando di colpire molti altri agenti e passanti. Spaventato a morte, Carlyse si è nascosto in un ufficio della Questura. Aveva paura che il fratello uccidesse pure lui. E pensare che era proprio Carlysle l’unico con un precedente preoccupante in famiglia, secondo quanto risulta alle forze dell’ordine: nel 2017, durante un controllo di polizia, era stato fermato con una scimitarra e denunciato con l’accusa di porto di arma abusiva e possesso di oggetti atti ad offendere. «Mi dispiace tanto per ciò che ha fatto. Chiedo perdono per mio fratello e faccio le mie condoglianze, siamo distrutti tutti quanti», continuava a ripetere ieri, ancora incredulo.

I DOCUMENTI
Il permesso di soggiorno dei due fratelli era regolare. Alejandro ha la carta di soggiorno di familiare di cittadino dell’Ue. Mentre Carlysle ha un permesso di soggiorno per motivi di famiglia con scadenza nel 2020. Prima di trasferirsi in provincia di Belluno e poi a Trieste, sembra che Alejandro avesse fatto una richiesta di ricongiungimento con la madre all’Aquila, anni fa. Poi, il trasloco. I fratelli Meran, spiega il questore di Belluno Lidia Fredella, avrebbero abitato a Ponte nelle Alpi fino al 2017. Anche se alcuni residenti dicono di averli visti lì fino alla scorsa primavera. Quindi, il trasferimento a Trieste, la mente di Alejandro che non dà tregua. Il ragazzo è incontenibile, ma probabilmente il suo disturbo viene sottovalutato. Prima, diventa un criminale - rapina una turista - poi, diventa un omicida. Ora si trova in ospedale, piantonato dalla Polizia.
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Domenica 6 Ottobre 2019, 00:56






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5 di 5 commenti presenti
2019-10-07 10:45:12
Abitavano in una casa dell' ATER: un privilegio che a tanti italiani e' stato negato. questa gente si trasferisce da un posto all'altro con una facilita' che noi italiani ce la scordiamo
2019-10-06 21:10:54
di che colore sono?
2019-10-06 12:52:53
Non mi pare che fosse cosi' talmente disturbato per riuscire s filare un'arma dalla fondina di un poliziotto e, pur senza conoscere cvhe tipo di pistola fosse ha sparato per uccidere. Non mi pare che fosse così disturbato se e' riuscito a sfilare l'arma anche all'altro poliziotto a terra e continuare a far fuoco. Ci rendiamo conto che ha sparato 16 pallottole?
2019-10-06 12:15:47
Si curatelo poverino...e ditegli che è fortunato ad aver ucciso in Italia, lo avesse fatto in un altro paese, probabilmente non sarebbe più qui!
2019-10-06 12:00:34
Richieste di ricongiungimento? Io le abolirei tutte! Spero che venga letto dal fenomeno....