Microchip obbligatorio per i gatti? Norma ritirata, «Crea malcontento»

Martedì 27 Novembre 2018 di E.B.
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TRIESTE - Dietrofront della Regione Friuli Venezia Giulia sull'obbligo di dotare il proprio gatto di casa di microchip alla stregua di quanto già avviene per i cani. E' stato deciso - rinviando l'obbligo contenuto nella manovra di bilancio - questa mattina dalla terza commissione del Consiglio regionale presieduta da Ivo Moras (Lega). «Ci tengo a farmi portavoce di un'istanza derivatami dal territorio - afferma Simone Polesello (Lega) -, in particolare dai
tanti padroni di animali d'affezione che mi domandano maggiori risposte circa l'annunciata microchippatura obbligatoria per i gatti, contenuta nella legge di stabilità  che ci accingiamo ad approvare». «Innanzitutto - spiega Polesello - questa è una misura ideata esclusivamente per combattere il randagismo e l'incuria verso i
nostri amici felini, nonché per garantire maggiori servizi ai nostri concittadini. Tuttavia, se questa iniziativa viene vista come un'ulteriore spesa per le famiglie, andiamo a creare del malcontento. Per evitare che ciò accada, bisogna pubblicizzare e spiegare questa nuova Banca dati regionale di anagrafe felina. Perciò è necessario prevedere anche un fondo di risorse economiche apposite e adeguate».

«Inoltre, non possiamo ignorare il fatto che nella nostra regione ci sono diverse famiglie che posseggono anche più di un gatto. Dato che, fra visita e microchip, si parla di una spesa di oltre 50 euro per singolo felino - prosegue il consigliere di maggioranza -, dobbiamo prevedere che per alcuni cittadini si tratterebbe di un onere difficilmente sostenibile, pertanto è necessario destinare un fondo per le famiglie meno abbienti che potrebbero così accedere al servizio gratuitamente o comunque a costo ridotto. Per tutti questi motivi - conclude l'esponente del Carroccio -,
ho aderito al rinvio dell'obbligatorietà della microchippatura per i gatti. Ritengo sia necessario avviare un confronto con le associazioni animaliste presenti sul territorio regionale e arrivare, così, a una più ampia e condivisa modifica al testo di legge per il prossimo anno». Ultimo aggiornamento: 28 Novembre, 08:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA