Domenica 18 Agosto 2019, 00:00

«Sono gay, in Africa rischio la galera». Migrante espulso ottiene dai giudici lo status di rifugiato politico

(Foto di repertorio)

di Angela Pederiva

TRIESTE -  Il suo racconto era apparso confuso sia alla Commissione territoriale di Gorizia, sia al Tribunale di Trieste, fra contraddizioni nel percorso del viaggio effettuato e discrepanze nella tipologia e nella durata del lavoro svolto. Ma per la Corte d'Appello del capoluogo giuliano, quelle incongruenze valgono assai meno del rischio corso dal 23enne proveniente dal Gambia e dichiaratamente gay: «Una sua persecuzione nel paese d'origine, dove l'omosessualità è ancora considerata reato, punito con 14 anni di carcere». Così, ribaltando i due giudizi precedenti, la sentenza pubblicata nei giorni scorsi ha salvato il migrante dall'espulsione, concedendogli lo status di rifugiato.
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5 di 36 commenti presenti
2019-08-20 16:20:16
mi immagino che in un carcere africano se li mettono in cella insieme avrebbe trovato anche tanti "am.ici" magari con lo stesso "vizietto" invece di "venire a molestare" QUI i "ragazzi(ni) italiani".
2019-08-20 14:23:35
ricorda proprio "Renato Pozzetto" in "Porca Vacca!" che si "dichiarava"(adesso si dice "coming out") pur di "evitare la guerra" [ma non scappava dal paese in guerra! nella prima G.M. c'era la guerra QUI davvero]
2019-08-19 13:47:08
ha dimostrato di essere gay? oppure lo ha solo detto... perchè se basta dirlo, ci ritroviamo qui tutta l'africa
2019-08-20 10:49:03
anche i "viados" brasiliani e gli iraniani (che li mi pare li buttano dal terrazzo)
2019-08-19 11:10:00
è vecchia la scusa e già 20 anni fa hanno incominciato a rifiutare il trucco ma, a quanto pare, qualcuno ci cade ancora!!!