Tumore incurabile: 50enne salvato dopo 11 ore in sala operatoria

Mercoledì 27 Ottobre 2021
Un intervento chirurgico

CASTELFRANCO - Estirpato un tumore giudicato inoperabile: lo Iov di Castelfranco salva la vita ad Alessio. Un intervento estremo durato 11 ore che ha permesso l'asportazione di un tumore che andava a intaccare diaframma, milza, rene sinistro, aorta e vena cava. Un intervento delicatissimo e per questo giudicato inoperabile da diverse strutture dove Alessio, paziente di 50 anni della provincia di Arezzo, si era presentato.

SENZA ALTERNATIVE
A svolgere l'operazione sono stati il dottor Pierluigi Pilati, direttore dell'Unità operativa complessa di Chirurgia delle vie digestive e del Dipartimento di Chirurgia Oncologica dello Iov, il suo collaboratore Mario Gruppo, il chirurgo vascolare Sandro Irsara e due giovani chirurghi in formazione. «Eravamo in presenza di una situazione clinica cosiddetta senza piani di clivaggio -spiega il dottor Pilati- Il paziente era precedentemente stato sottoposto a più linee di chemioterapia e non aveva più altre opzioni. L'unica possibilità era operarlo, cosa fino a quel momento giudicata non fattibile. In 11 ore di lavoro siamo riusciti a scollare il tumore fino al piano osseo, portandolo via interamente dalla parete del diaframma fino alla regione iliaca. Macroscopicamente l'intervento è risultato radicale, e anche l'esame istologico definitivo ha confermato l'assenza di residui microscopici di tumore». Già dal primo controllo dopo l'operazione, il paziente ha dimostrato grande stabilità, pertanto l'intervento sembra essere andato per il meglio. L'appuntamento per il monitoraggio è stato dato tra tre mesi.

ESPERIENZA DIFFICILE
«Sto bene -afferma soddisfatto Alessio- Nella mia degenza allo Iov ho sempre avuto l'impressione e la conferma di estrema professionalità e gentilezza da parte di tutti coloro, medici e operatori, che ho incontrato. Ho avuto un'esperienza operatoria importante, in un regime difficile come quello dato dal Covid ma sono sempre stato seguito con grande disponibilità, al di là del merito tecnico dell'intervento che è perfettamente riuscito. In un paio di occasioni sono stato sostenuto anche da una psicologa. Non posso dire che bene della mia esperienza. Ho scelto lo Iov personalmente dopo varie consultazioni per trovare un ambiente multidisciplinare che assicurasse una visione a 360 gradi del mio problema oncologico e devo dire che in questo sono stato assolutamente ripagato. Rifarei la stessa scelta». 

Ultimo aggiornamento: 09:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA