Zoppas, tamponi in fabbrica a 10 euro: «Un passo in avanti per i lavoratori»

Domenica 17 Ottobre 2021 di Mattia Zanardo
I lavoratori della Zoppas di Vittorio Veneto

VITTORIO VENETO - I lavoratori non vaccinati potranno eseguire il tampone in azienda e ottenere così il Green pass temporaneo per accedere in fabbrica. Con l'entrata in vigore dell'obbligo del certificato, alcune imprese trevigiane si sono organizzate per agevolare i propri addetti che non si sono sottoposti alla somministrazione ed evitare che debbano rimanere a casa: tra le prime, la Irca, azienda metalmeccanica del gruppo Zoppas produttrice di componenti e macchinari, con sede a Vittorio Veneto. Ma hanno scelto questa strada anche altre industrie, come Tegola Canadese, specializzata in materiali per i tetti, sempre nel Vittoriese o la 3B di Salgareda, grossa realtà del comparto del legno-arredo. Alla Irca i vertici aziendali hanno comunicato che verrà attivato un servizio di test nasali a disposizione degli addetti - gli occupati sono circa 700 - sprovvisti del passaporto vaccinale, creando un'apposita postazione con personale abilitato all'interno del perimetro dello stabilimento (ovviamente prima di entrare nei luoghi di lavoro veri e propri).

LA PRENOTAZIONE

Il costo resterà a carico dei lavoratori: sarà di circa 10 euro e l'effettuazione dovrà essere prenotata in modo da iniziare regolarmente o non interrompere il proprio turno, altrimenti il tempo necessario verrà calcolato come assenza. Potranno usufruirne i dipendenti, ma anche gli addetti in somministrazione e gli autisti dei camion venuti a consegnare le merci. Anche nella Marca, il temuto venerdì nero non si è verificato. Tuttavia, a fronte di circa 50mila lavoratori ancora senza vaccino - tenendo buone le stime intorno al 13% da parte del governo a livello nazionale - difficilmente le strutture sul territorio, a partire da farmacie e centri privati già saturi, avrebbero potuto soddisfare la richiesta di test ogni 48 per una tale massa di persone. 

REAZIONI POSITIVE

L'iniziativa della società del gruppo Zoppas è stata accolta con favore anche da Augustin Breda, esponente delle Rsu di un'altra grande industria della zona, l'Electrolux dove avevano avuto luogo scioperi proprio per protestare contro il sistema del Green pass nelle aziende. «Una prima soluzione migliorativa, se pur insufficiente e non risolutiva», conferma Breda, aggiungendo: «È ciò che dovrebbero iniziare a fare tutte le imprese. Le imprese funzionano con i lavoratori e non contro di essi». Anche Cgil e Cisl esprimono un parere positivo, mentre la Uil rimane più critica. «A questo punto tutte le soluzioni che agevolino i lavoratori e il lavoro sono valide - ribadisce Mauro Visentin, segretario generale della Cgil trevigiana - la soluzione migliore resta quella del vaccino, ma ben venga questa iniziativa. Anche perché la maggior parte dei lavoratori vuole andare a lavorare e vuole risolvere questo problema, che, non hanno creato i sindacati. Naturalmente lo possono fare solo le imprese di certe dimensioni, mentre è ben più complesso per le centinaia di piccole ditte e laboratori». Sulla stessa linea pure Massimiliano Paglini, leader confederale della Cisl di Treviso e Belluno: «Una soluzione di buon senso, soprattutto per le grandi aziende, anche per evitare che una massa di persone debba recarsi nei covid point. E ben venga se aiuta a stemperare possibili tensioni. Siamo pronti a collaborare con associazioni imprenditoriali e Usl». Avanza dei distinguo invece, Gialuca Fraioli, coordinatore provinciale della Uil: «È un primo passo positivo, ma non risolve il nocciolo del problema. Si imponga l'obbligo vaccinale, altrimenti, i tamponi devono essere gratis». Contrario alla gratuità, invece, il presidente della Camera di commercio Mario Pozza: «Le aziende possono facilitare la logistica, ma i tamponi devono restare a pagamento per chi non vuole vaccinarsi gratuitamente».
 

Ultimo aggiornamento: 14:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA