Shoah, salta lo spettacolo per gli studenti. Ora il Comune chiederà i danni all'autore

Venerdì 24 Gennaio 2020 di Laura Bon
Il regista e autore davanti agli studenti di Montebelluna
ieri mattina al Palamazzalovo
Quando, dopo meno di mezz’ora di intervento, Ubaldo Pantani ha  salutato i quasi mille studenti che, in arrivo da tutte le scuole superiori di Montebelluna, avevano riempito il Palamazzalovo, tutti sono rimasti in sospeso, convinti che qualcosa sarebbe successo e l’artista avrebbe svelato il colpo di teatro. Invece no. Lo spettacolo “Bartali. Il campione e l’eroe” dedicato dall’attore a Gino Bartali, era davvero finito. O, per meglio dire, forse non era mai cominciato. Una scena senza precedenti per gli occhi, la mente e il cuore di studenti e insegnanti di liceo Primo Levi, Liceo Veronese, Istituto Einaudi Scarpa e Istituto Domenico Sartor. Soprattutto, però, una situazione incredibile per l’amministrazione che, come ogni anno, aveva organizzato lo spettacolo per ricordare la Giornata della memoria. E il Comune non appare intenzionato a lasciar perdere. Anzi. “Ho già dato disposizione agli uffici -dice il sindaco Marzio Favero- che si proceda per vie legali per danno materiale, morale e d’immagine”.

Eppure lunedì scorso nella trasmissione “Che tempo che fa” di Fabio Fazio, Pantani aveva annunciato il suo tour che partiva da Montebelluna. Qualcosa però ieri mattina è andato storto. L’Ufficio cultura aveva organizzato l’evento e formalizzato il contratto per la realizzazione di due spettacoli, uno al mattino gratuito dedicato agli studenti al Palamazzalovo e la replica serale per gli adulti nell’ambito della Rassegna Echi Teatrali al Teatro Binotto. Ma così non è stato. Infatti, dopo l’intervento del sindaco Marzio Favero, con la presenza dell’assessore alla cultura Debora Varaschin e dell’assessore all’istruzione Claudio Borgia, ha preso la parola l’autore-attore Pantani che, di fronte al pubblico, anziché mettere in scena lo spettacolo, ha introdotto lo stesso, anticipando e spiegando il valore di Bartali e fornendo qualche sommaria informazione sull’Olocausto; chiudendo, infine, con l’invito ai ragazzi a partecipare allo spettacolo serale.

Evidente la sensazione che qualcosa non quadrasse, come ad esempio quando Pantani ha accennato alla lettura di un passo, forse un pezzo del copione, che poi non sembra essere avvenuta. “Di fronte a questo inaspettato comportamento -spiegano dal Comune- gli studenti non hanno potuto far altro che tornare nei rispettivi plessi scolastici mentre l’assessore Varaschin, presente per tutta la durata della performance, chiedeva prima spiegazioni allo stesso Pantani spiegando le aspettative dei ragazzi, ma veniva liquidata con: “Che cosa vuole che faccia? L’imitazione di un calciatore non mi pare il caso visto che stiamo parlando della giornata della Memoria”.

Dinanzi a questa risposta l’assessore, insieme agli uffici, ha chiesto anche spiegazioni alla produzione che, nel corso della mattinata, ha ammesso la responsabilità assicurando, comunque, lo svolgimento dello spettacolo di ieri sera”. Ma il sindaco Marzio Favero, che da insegnante (seppur in aspettativa da anni), quando si parla di storia e di studenti è particolarmente attento, non lascia correre: “La scelta unilaterale dell’attore di non effettuare lo spettacolo per gli studenti ha disonorato la commemorazione del giorno della Memoria. Ricordo la straordinaria partecipazione intellettuale ed emotiva agli spettacoli tenutesi negli ultimi due anni, uno dedicato a Perlasca e uno al pugile Rukeli. Non importa se Pantani è affermato a livello nazionale. Davanti ad un migliaio di ragazzi che vogliono capire e affrontare un tema di una gravità assoluta come quello dell’Olocausto, non è possibile tirare i remi in barca e cavarsela con venti minuti di riflessione a braccio”. Poi l’annuncio che pesa: “Ho già dato disposizione agli uffici che si proceda per vie legali per danno materiale, morale e d’immagine.

La motivazione vera che dovrebbe spingere un uomo di cultura, cioè un attore autore, a presentare il proprio spettacolo sul tema della Shoah dovrebbe essere prima di tutto morale, perfino a titolo gratuito, ma quando si pretende un cachet, a prescindere lo spettacolo si deve fare. Peraltro quanto è successo questa mattina è anche in pieno contrasto con la figura di Bartali. A Pantani dico che mi stia bene, ma ben lontano”. E l’assessore Varaschin: “Sono rimasta senza parole. Essere un personaggio conosciuto è avere una responsabilità soprattutto, come in questo caso, verso le nuove generazioni”. Una lettera di rammarico e di chiarimento è stata trasmessa dal Comune ai dirigenti delle scuole coinvolte. La produzione, contattata, si è riservata un’analisi del caso. Laura Bon  © RIPRODUZIONE RISERVATA