L'aria che si respira a Quinto è più inquinata di quella di Treviso, anche con l'aeroporto chiuso

Giovedì 21 Ottobre 2021 di Mauro Favaro
L'aria che si respira a Quinto è più inquinata di quella di Treviso, anche con l'aeroporto chiuso

QUINTO DI TREVISO - L'aria che si respira a Quinto è più inquinata di quella di Treviso per quanto riguarda le polveri sottili. Anche con l'aeroporto Canova chiuso. A dirlo è l'Arpav. L'agenzia regionale ha eseguito il monitoraggio dell'aria di Quinto in due periodi distinti, tra il 25 novembre del 2020 e l'11 gennaio del 2021 e tra l'8 maggio e il 24 giugno, piazzando una centralina mobile in vicolo San Pio X, a ridosso della strada Noalese, a meno di un chilometro dalla pista dello scalo trevigiano. E adesso sono arrivati i risultati. Il problema maggiore riguarda la concentrazione di Pm10. Il monitoraggio eseguito nel periodo invernale, proprio quando l'aeroporto era chiuso per l'emergenza Covid (è stato riaperto lo scorso primo giugno), ha evidenziato una serie di superamenti del valore limite giornaliero pari a 50 microgrammi per metro cubo. «La media del periodo a Quinto è risultata superiore a quella rilevata presso la stazione fissa di Treviso, in via Lancieri di Novara -si legge nella relazione finale dell'Arpav- i valori superiori si sono in particolare osservati nella campagna svolta nel periodo invernale, durante il quale si ricorda che l'attività aeroportuale risultava interrotta». Discorso identico per la concentrazione di Pm2,5. Anche in questo caso i livelli visti a Quinto sono stati superiori a quelli registrati dalla centralina di Treviso.


LA RICERCA DELLE CAUSE

Come mai? Tra le ipotesi c'è l'influenza del meteo. Nel periodo di analisi è emersa una situazione generalmente poco dispersiva. Il risultato finale dei monitoraggi indica che l'aria di Quinto è accettabile. Niente di più e niente di meno. «Per gli inquinanti esaminati il giudizio è positivo -è la conclusione dell'Arpav- fanno eccezione le polveri Pm10, che hanno superato nel periodo invernale diverse volte il valore limite giornaliero, e l'ozono, che in alcune giornate ha superato l'obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana». In quest'ultimo caso il valore di riferimento è pari a 120 microgrammi per metro cubo, calcolato come media di 8 ore. «In sintesi -tirano le fila dall'agenzia- l'aria a Quinto è risultata accettabile nella maggior parte delle giornate della campagna».


LA RIPARTENZA DELLO SCALO

Dal monitoraggio eseguito nella scorsa primavera, proprio a cavallo della riapertura dell'aeroporto, non emergono indicazioni specifiche relative alla ripresa del passaggio degli aerei. Anche perché la ripartenza del Canova dopo 15 mesi di chiusura a causa dell'emergenza Covid inizialmente è andata un po' a rilento. Lo scalo è tornato a girare con un ritmo consistente tra luglio ed agosto. In quest'ultimo mese, in particolare, ha contato il passaggio di 1.924 aerei. Circa il 92% della quota registrata nello stesso mese del 2019, prima dell'esplosione dei contagi. La rincorsa ai numeri pre-pandemia sul fronte dei passeggeri, invece, è più complessa. Dopo lo sviluppo della campagna vaccinale anti-Covid e l'introduzione del Green Pass, c'è stato un aumento. Ma non ancora come i voli. In agosto, uno dei mesi di punta, il Canova ha messo assieme poco più di 215mila passeggeri in transito. A conti fatti, è stato recuperato il 73,4% dei passeggeri visti nello stesso mese del 2019.

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