Italia in campo contro il Prosek: alleato anche lo Champagne

Giovedì 23 Settembre 2021 di Elena Filini
Italia in campo contro il Prosek: alleato anche lo Champagne

TREVISO -  «Non c'è nulla di cui brindare». La raccomandazione del presidente del Senato Elisabetta Casellati ieri mattina in aula non vale solo per il collega Vallardi che estrae una bottiglia di Prosek, ma è il filo rosso della sessione aperta dal ministro dell'Agricoltura Patuanelli nel giorno in cui è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea la richiesta di riconoscimento del vino croato. In Senato va in scena la levata di scudi. Stefano Patuanelli apre con un'informativa in cui promette battaglia: «La proposta di riconoscimento da parte della Croazia della menzione tradizionale Prosek è irricevibile e il Governo darà battaglia in Europa perchè venga respinta». E in aula traccia il perimetro economico dell'universo delle bollicine trevigiane e friulane: «Il Prosecco è la prima Dop del vino con oltre 500 milioni di bottiglie per 2,4 miliardi di euro di fatturato 3/4 dei quali realizzati all'estero. Numeri che spiegano perché mi aspetto di avere l'appoggio del Governo, del Parlamento e di tutto il sistema paese nella difesa di una delle sue eccellenze». Durante il suo intervento il ministro ha anche ricordato che «La Commissione Ue ha dato solo l'assenso alla pubblicazione della domanda in Gazzetta. Ad oggi non è stata ancora presa nel merito una decisione definitiva sulla registrazione».


LE REGIONI

Tranchant il presidente della Regione Luca Zaia. «È una situazione inverosimile e inaccettabile. Se l'Europa ha riconosciuto la riserva del nome, come si può pensare di farci accettare la denominazione prosek. Questo dossier andava fermato prima, ma noi andiamo dritti».
Dal presidente del Consiglio regionale del Friuli Piero Mauro Zanin - durante un colloquio con Apostolos Tzitzikostas, presidente del Comitato delle Regioni dell'Unione europea - arriva la richiesta di un maggior coinvolgimento di Regioni e comunità locali: «Gli Stati nazionali non sempre colgono interamente la portata di questioni che toccano da vicino aspetti simbolici e interessi economici delle singole popolazioni». L'europarlamentare Rosanna Conte spiega come l'iscrizione non sia un mero passaggio tecnico: «La battaglia per fermare la richiesta avanzata dalla Croazia alla Commissione europea per il riconoscimento del Prosek è purtroppo in salita. L'iscrizione nella Gazzetta ufficiale dell'Ue della domanda di Zagabria non è un mero atto formale, come sembra voler dire il ministro Patuanelli. Tale passaggio è stato possibile perché Bruxelles ha già dato un primo via libera , ritenendo la richiesta della Croazia in linea con i suoi criteri di ammissibilità all'elenco delle produzioni protette». 
Dagli scranni del Senato Gianpaolo Vallardi mostra una bottiglia di Prosek: «I croati sono già pronti. Per questo dobbiamo agire in sede politica». L'invito ad un'opposizione in sede legale arriva anche da Federvini. «È superfluo sottolineare - ha commentato la presidente Micaela Pallini - quanto il termine Prosek, oltre a essere chiaramente illegittimo, sarebbe fortemente fuorviante per i consumatori internazionali e penalizzante per l'export italiano». E l'Unione italiana vini farà squadra con Francia, Spagna, Portogallo e Germania affinché le federazioni vini di questi paesi presentino anch'esse mozioni contrarie all'indicazione della Commissione: «Tra l'altro - conclude l'associazione - il Comitato dello Champagne ha già annunciato opposizione alla vicenda Prosek».
 

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