Il pirata che ha falciato i tre ragazzi: «Sono fuggito per paura, ma sono pentito»

Lunedì 25 Ottobre 2021 di Maria Elena Pattaro
L'auto del pirata ripresa dalle telecamere
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TREVISO -  Falcia tre giovani sulle strisce pedonali all'uscita delle Fiere di San Luca, scappa senza curarsi di chi è rimasto a terra con il bacino, le gambe o il naso rotto. E si costituisce soltanto la mattina dopo, quando la polizia locale aveva già localizzato e sequestrato la vettura e stava ormai per chiudere il cerchio sul pirata. «Sono scappato perché ho avuto paura» - ha spiegato P. Z., 40 anni, libero professionista di Povegliano. Ieri pomeriggio si è presentato al comando di via Castello d'Amore in compagnia del suo legale, l'avvocato William Zampieri e si è detto «mortificato» per l'accaduto, ammettendo le proprie responsabilità. La polizia locale, che ha trasmesso gli atti alla Procura lo ha indagato a piede libero per omissione di soccorso e lesioni personali gravi. In base alle prime ricostruzioni pare che l'auto viaggiasse a forte velocità. Restano da accertare invece le condizioni psicofisiche del conducente: guidava sotto l'effetto di alcol o droga? Saranno ulteriori accertamenti a dirlo ma se per l'eventuale assunzione di stupefacenti si riesce a trovarne traccia anche a distanza di tempo (per esempio attraverso il test del capello), un'eventuale sbornia può essere invece smaltita senza strascichi. «Affronteremo il processo e le responsabilità» - assicura il legale, che non intende sbilanciarsi in dichiarazioni prima di aver parlato con il pm titolare dell'indagine. «Il mio assistito è sotto choc e in questo momento l'unico interesse del mio assistito è che i ragazzi feriti stiano bene» - si limita a dire. 

L'IMPATTO E LA FUGA

Sabato notte il 40enne stava tornando a casa, al volante di una 500 L aziendale. A mezzanotte e mezza sfrecciava in via Callalta, diretto verso il centro di Treviso. A quell'ora erano tanti i giovani che uscivano dalle Fiere di San Luca dopo lo spettacolo pirotecnico. Filippo, Elisa, Maruscka e Denis si stavano dirigendo verso l'auto, posteggiata al parcheggio del Lidl. Hanno attraversato la strada sulle strisce per imboccare via Sant'Osvaldo. E quando ormai stavano per raggiungere l'altro lato, l'auto è piombata loro addosso. Solo Denis si è salvato, gli altri tre sono stati colpiti e sbalzati a terra. Un botto fortissimo, da svegliare i residenti. Un impatto talmente violento da staccare la targa anteriore della 500 bianca e pezzi di carrozzeria. Eppure l'auto ha tirato dritto mentre i giovani presenti chiamavano il 118 e le forze dell'ordine, intervenute con un gran dispiegamento: le pattuglie della polizia locale, già sul posto, ma anche polstrada e carabinieri. Qualcuno ha cercato di fotografare la targa e memorizzare qualche particolare così da aiutare gli inquirenti a smascherare il pirata. Fondamentale è stato il sistema di videosorveglianza e di lettura targhe, che hanno permesso agli agenti della polizia locale di identificare il veicolo. Secondo le ricostruzioni la vettura ha infilato a velocità sostenuta prima via IV Novembre e poi il Put. Per poi terminare la propria corsa in un parcheggio pubblico, dove viene posteggiata di solito.

COSTITUITO ORE DOPO

Ma di normale, quella notte non c'era niente. E forse il pirata l'avrà passata in bianco, a rimuginare su quello che era successo. Tanto da chiamare l'avvocato, la mattina dopo per costituirsi. Al comando della polizia locale la telefonata del legale è arrivata alle 10, l'appuntamento è stato fissato alle 14.30, quando l'uomo ha vuotato il sacco. «Presentandosi spontaneamente in Comando entro le 24 ore successive all'incidente - sottolinea il comandante della polizia locale Andrea Gallo - ha evitato l'arresto ma non potranno essere evitate le conseguenze penali e amministrative sulla patente di guida». Il 40enne dovrà rispondere di omissione di soccorso e lesioni personali gravi, reati che prevedono la reclusione fino a tre anni oltre alla sospensione della patente fino a 5 anni. «In ogni caso il conducente aveva le ore contate - sottolineano dal comando della locale - perchè le tracce rilevate nell'immediatezza del sinistro, associate alle analisi delle immagini delle telecamere della videosorveglianza cittadina avevano fatto in modo che il veicolo venisse subito individuato e posto sotto sequestro».
 

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