​"Blitz" negli ambulatori a caccia di medici no vax. Sospesi, ma continuano a visitare i pazienti

Martedì 7 Settembre 2021 di Mauro Favaro
Blitz negli ambulatori a caccia di medici no vax

TREVISO - Sono stati sospesi perché nonostante l'obbligo non si sono vaccinati contro il coronavirus, senza un valido motivo. Ma continuano comunque a lavorare con i pazienti. E adesso l'Usl della Marca ha deciso di dire basta, mettendo i tecnici della prevenzione sulle loro tracce. Negli ultimi giorni l'azienda sanitaria ha ricevuto diverse segnalazioni riguardanti in particolare medici, dentisti e altro personale sanitario non vaccinato che dopo essere stato formalmente sollevato dal servizio, almeno fino alla fine di quest'anno, non sta rispettando il provvedimento. La svolta arriverà già oggi. «Daremo vita a una task force della prevenzione con il compito di controllare l'ambito della libera professione» annuncia Francesco Benazzi, direttore generale dell'Usl. Finiscono sotto la lente anche i dipendenti della stessa azienda sanitaria che sono stati sospesi. C'è il timore che qualcuno possa lavorare a ore in altri ambiti. «Se dovessero emergere situazioni del genere, procederemo con il licenziamento» scandisce Benazzi. Tutti avvisati.


Medici non vaccinati a Treviso

Fino a questo momento l'Usl ha reso operative 204 sospensioni: 67 odontoiatri, 34 infermieri, 32 psicologi, 28 tecnici, 19 farmacisti, 11 biologi, 9 veterinari e 4 ostetriche. Tra i dipendenti dell'azienda sanitaria ci sono almeno 30 sospesi: 3 medici ospedalieri nell'area cardiovascolare, 4 specialisti ambulatoriali, 4 medici di guardia medica, 12 infermieri e 7 operatori socio-sanitari. Nelle ultime ore, inoltre, sono partite altre 35 diffide. E 48 posizioni sono ancora al vaglio della commissione istituita ad hoc, presieduta dal direttore sanitario Stefano Formentini. Dal canto proprio, l'Ordine dei veterinari di Treviso ha già messo le cose in chiaro: «La sospensione determina l'interruzione della possibilità di contatto interpersonale in modo da limitare il rischio di diffusione del contagio -sottolineano- vigileremo e agiremo in caso di mancata osservanza della sospensione: il provvedimento conseguente potrebbe consistere nella radiazione dall'albo».

Medici di famiglia non vaccinati

Non è tutto. La stessa commissione sta valutando in particolare la posizione di 4 medici di famiglia che non si sono ancora vaccinati. Dopo la prima fase, i camici bianchi hanno presentato una serie di certificati aggiuntivi. Se anche in seguito alle ultime valutazioni non emergerà un valido motivo per non vaccinarsi contro il Covid, scatterà inevitabilmente la sospensione dall'ambulatorio, con annesso taglio dello stipendio. Di conseguenza oltre 6mila trevigiani saranno costretti a cambiare dottore di base.

«Ad alcuni di questi medici di famiglia ora sono stati richiesti ulteriori approfondimenti» rivela Formentini. Non è detto che i dottori non tornino sui propri passi. Non sarebbe la prima volta. «Sono già 59 gli operatori della sanità che hanno deciso di vaccinarsi contro il coronavirus dopo aver ricevuto la diffida» sottolinea Benazzi. Quasi uno su quattro tra quelli ai quali è stata recapitata la lettera con la quale l'azienda sanitaria dà sette giorni di tempo per sottoporsi all'iniezione anti-Covid.

In tutto ciò, il numero di persone Covid positive ricoverate negli ospedali della Marca continua ad aumentare. Oggi si è a 68 pazienti (+3 rispetto a ieri). Sei sono in Terapia intensiva. L'ultimo ingresso in Rianimazione è proprio di ieri: un paziente della Bosnia di 59 anni, non vaccinato. Si sta riempiendo anche il Covid Hotel dell'ex Guicciardini di Valdobbiadene. Al momento ospita 9 persone: quattro moldavi, tre uruguaiani, un macedone e un ragazzino di 16 anni della Bosnia. È risultato positivo all'aeroporto Canova. I suoi genitori non sono contagiati. Di conseguenza dovrà affrontare la quarantena da solo. La buona notizia, di contro, è che i contagi stanno progressivamente calando. Il tasso medio provinciale è sceso a 89 casi a settimana ogni 100mila abitanti. L'indice Rt è calato a 0,91 (oltre quota uno l'epidemia continua a espandersi). Pesano ancora i focolai tra gli stranieri. Negli ultimi sette giorni sono emerse esattamente 789 nuove positività. Nel 56,5% dei casi il virus ha colpito persone di origine straniera. Nello specifico, tra gli altri, 301 dell'area del Balcani, 116 della Romania e 28 del Marocco. «Ma quattro giorni fa 43 comuni trevigiani avevano un tasso superiore a 100 casi ogni 100mila abitanti -conclude Benazzi- adesso sono rimasti solo in 28 in questa situazione».

 

Ultimo aggiornamento: 09:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA