Studente di Ostetricia non si vaccina escluso dal tirocinio: fa ricorso al Tar

Martedì 7 Settembre 2021
Studente di Ostetricia non si vaccina escluso dal tirocinio: fa ricorso al Tar
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TREVISO - Non solo medici, infermieri e operatori. Anche uno studente del corso di laurea in Ostetricia è stato sospeso per non essersi vaccinato contro il coronavirus, senza un valido motivo. Il giovane, iscritto all'Università di Padova, avrebbe dovuto affrontare il tirocinio clinico negli ospedali trevigiani. Alla luce della mancata vaccinazione, però, il presidente del corso di laurea lo ha sospeso dalla frequenza fino a quando non si sottoporrà alla vaccinazione anti-Covid. Ma il ragazzo non si è fermato. Dopo la notifica, ha presentato ricorso al tribunale di Padova. E l'Usl della Marca, che avrebbe dovuto accoglierlo nelle proprie strutture, è chiamata a depositare una memoria difensiva entro domani.


LA BATTAGLIA

«Le censure appaiono infondate è in sintesi la posizione dell'Usl questa azienda ha impartito specifiche disposizioni per garantire il rispetto della legge sull'obbligo vaccinale, previsto come requisito essenziale per gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario». «Anche con specifico riferimento agli studenti che svolgono attività di tirocinio presso le strutture aziendali - aggiungono - al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell'erogazione delle prestazioni di cura e assistenza». L'Usl ha già affidato la propria difesa all'avvocato Maria Luisa Miazzi. L'appuntamento per l'udienza è fissato per venerdì. Restando in tema di scuole, gli istituti trevigiani hanno iniziato a misurarsi con il controllo dei Green pass. Bisogna verificare ogni mattina che tutti gli insegnanti e tutto il personale scolastico abbia la certificazione verde in regola. In caso contrario non possono entrare negli istituti. E ci sono già stati i primi blocchi. Al Mazzotti di Treviso è stato fermato un collaboratore scolastico che non aveva il Green pass valido. Altri due collaboratori sono stati fermati all'istituto enologico Cerletti di Conegliano. Più altri due all'itis Planck di Lancenigo. I casi per il momento si sono risolti grazie al tampone. Una volta eseguito il test, con esito negativo, il personale è entrato nelle scuole esibendo la certificazione verde che dura 48 ore. Chi sceglierà di non vaccinarsi, dovrà andare avanti così. Cioè pagandosi in tamponi di tasca propria. Vorrebbe dire spendere più di 230 euro al mese. «Oggi i numeri sono contenuti. Ma dal 13 settembre torneranno in presenza tutti i ragazzi. In tali condizioni il controllo quotidiano dei Green pass con le modalità attuali non sarebbe sostenibile avverte Emanuela Pol, preside del Planck ci auguriamo arrivi una verifica delle certificazioni più agile». Il governo sta mettendo a punto un'App specifica. Questa consentirebbe ai docenti e al personale di comunicare direttamente con gli istituti confermando la validità dei pass. 


L'INCOGNITA

C'è però un'altra incognita. L'Anief, sindacato degli insegnanti e dei formatori, ha proclamato uno sciopero contro il Green pass proprio per il 13 settembre. «Non si è in grado di assicurare il regolare svolgimento delle lezioni» si legge nella circolare diffusa dai presidi. Ogni famiglia dovrà accompagnare i figli a scuola per verificare che i docenti della prima ora non abbiano aderito allo sciopero. Fosse così, dovrebbero tornare a casa. «Che amarezza. Impiantare uno sciopero al primo giorni di scuola perché contrari al Green pass scolastico. Un momento simbolico, generativo, fondante trascinato così in basso dice i Adriano Bordignon, direttore del consultorio del Centro della Famiglia agli ultimi due scioperi programmati da questa organizzazione hanno aderito rispettivamente lo 0,98 e lo 0,27% del personale. Ma hanno certamente creato un grande disagio. Per fortuna ci sono tanti appassionati e straordinari insegnanti, e personale scolastico, a cui guardare con fiducia». 
MF

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