Vittoria bloccata in aeroporto a Londra prima del volo: «C'è gente disperata che non ha più casa»

Martedì 22 Dicembre 2020 di Federica Florian
Vittoria Danieli
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RONCADE - Bloccati a Londra dalla nuova emergenza: la variante inglese del virus. Sono giorni drammatici per molti trevigiani alle prese col blocco dei voli per la madrepatria. Dopo il caso dell'opitergino Davide Moretto, a Londra per lavoro e impossibilitato a rientrare per il funerale del padre Ruggero, 69 anni, morto di Covid, c'è anche il caso della roncadese Vittoria Danieli, di 25 anni. Domenica pomeriggio sarebbe dovuta rientrare in Italia. Ma la repentina ordinanza firmata dal Ministero della Salute italiano, che fermava tutti i voli in ingresso dalla Gran Bretagna, l'ha bloccata nella capitale londinese mentre già stava per imbarcarsi. Erano le 17.38, ora locale, quando sui tabelloni dell'aeroporto di Stansted il suo e altri 4 voli sono stati cancellati senza alcun preavviso. Intorno a lei è scoppiato il caos. Nessuno sapeva cosa fare e come comportarsi. 
IL RACCONTO

Vittoria è una giovane e brillante laureata, da un anno e mezzo impiegata nel settore risorse umane del colosso dell'e-commerce Amazon. Domenica pomeriggio si era organizzata per rientrare in Italia, dai genitori Stefano e Monica, dove si sarebbe fermata un mese. Era un viaggio programmato da tempo, nel quale avrebbe approfittato non solo per stare in famiglia ma anche per gestire alcuni impegni, fra i quali alcune visite mediche di routine prenotate presso specialisti italiani di fiducia. Si era preparata a questo viaggio rispettando scrupolosamente l'iter consigliato contro i rischi da contagio Covid, riducendo al massimo la vita sociale negli ultimi mesi e lavorando da casa in smart working. Con sé aveva il biglietto aereo, l'autocertificazione compilata insieme all'esito negativo del tampone eseguito sabato in un centro medico privato. Prima di uscire di casa, alle 14.50, aveva verificato che il suo volo delle 18.35 per Venezia fosse confermato. Ieri pomeriggio, quando l'abbiamo raggiunta telefonicamente, Vittoria era ancora scossa. «Io per fortuna avevo una casa in cui tornare - racconta Vittoria - ma ho assistito a scene disperate, di persone sole che non sapevano dove dormire e come trascorrere i giorni a venire, dato che questa ordinanza rimarrà in vigore sicuramente sino al 6 gennaio. C'erano ragazzi giovanissimi, molti di ritorno dall'Erasmus o che avevano concluso un contratto di lavoro, che avevano chiuso casa e che stavano per lasciare definitivamente la Gran Bretagna. Molte persone erano disperate, tantissimi piangevano: qui gli hotel qui sono chiusi, quindi la situazione è ancora più drammatica. Ho sentito una ragazza parlare al telefono con i suoi e spiegare che aveva speso 500 sterline per rientrare, dando fondo a tutti i suoi risparmi ed era senza un soldo. La compagnia aerea ci ha spiegato che è previsto un rimborso del biglietto, nulla più». 
LA RABBIA

Vittoria è un fiume in piena, è arrabbiata e confusa. «Io stessa non so come e quando potrò rientrare in Italia. Ho scritto alla Farnesina e all'ambasciata, chissà se mi risponderanno o se il governo italiano organizzerà dei voli per il rimpatrio. Ci siamo sentiti abbandonati dal nostro Paese. Abbiamo preso molti mezzi per arrivare in aeroporto, anche mettendo a repentaglio la nostra sicurezza; c'erano persone che avevano già imbarcato i bagagli, non è possibile che un Governo firmi una direttiva con effetto immediato, senza neppure dare il tempo alle persone di organizzarsi. Sono rimasta scioccata dalla situazione e dalla reazione che ho visto in decine di persone attorno a me. Siamo cittadini italiani ai quali sono stati negati diritti essenziali, non è ammissibile». Infine, Vittoria ci tiene a ribadire un concetto: «Vorrei si sapesse che il rientro in Italia per molti non era un capriccio, per tornare in famiglia a Natale, ma qualcosa di ben più serio. Per alcuni, addirittura un cambio di vita, lontano dalla Gran Bretagna». 
Federica Florian
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