Lunedì 14 Ottobre 2019, 21:21

Finto chirurgo smascherato dal certificato di morte del paziente

Finto chirurgo smascherato dal certificato di morte del paziente (Foto di skeeze da Pixabay)

di Denis Barea

CASTELLO DI GODEGO (TREVISO) - Una menzogna lunga due anni, trascorsi a fare finta di essere quello che non era, facendosi chiamare “dottore” e raccontando della specializzazione in medicina chirurgica quando invece la sua è una laurea in chimica. Dottore sì, ma non di quelli che possono curare i malati, cosa che invece avrebbe fatto fino a quando una frase lo ha tradito: «Sono un medico, ma non posso firmare il certificato di morte». É a quel punto che è finita la breve - e a quanto sarebbe emerso dalle indagini della Procura - anche intensa carriera di falso dottore di Massimo Rossi, 37enne originario di Castelfranco ma residente a Venezia, che ora deve rispondere davanti ai giudici del Tribunale di Treviso dei reati di esercizio abusivo della professione e sostituzione di persona.
CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO
Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Finto chirurgo smascherato dal certificato di morte del paziente
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 11 commenti presenti
2019-10-16 11:30:07
Pure per dimissioni dopo ricovero ospdaliero ...la firma e' decisiva...e chi firma deve sapere quello che fa... se e' veramente medico.
2019-10-16 10:36:32
Solo per essere eletti o nominati in qualche carica politica non occorre titolo di studio..verificabile e certificabile..un fantasioso diploma di laurea da appendere a studio privato te lo confezionano anche in pergamena vera.
2019-10-16 09:17:54
Ma io dico prima di essere assunti ed avere un preciso incarico non dovrebbero una documentazione ben chiara di cio che sono e degli studi eseguiti e laura ottenuta , perchè dottore uno può essere anche in economia e commercio o altro che non ha nulla a vedere coi malati
2019-10-15 21:01:47
e chissa quanti esercitano con la terza media...
2019-10-15 19:51:37
Il fatto che qualunque medico sia presente alla morte di una persona NON lo obbliga a certificarne il decesso. Egli PUO' ma non e' obbligato per il semplice motivo che tale materia non e' codificata legislalmente ma si delega alla volontarieta' del medico presente. Infatti nel decesso a domicilio. "la diagnosi di morte deve essere posta dal Medico di Medicina Generale (negli orari di servizio) o dal Medico di Continuità Assistenziale (nei competenti giorni e orari), così come, peraltro, espressamente previsto per quest’ultimo dal comma 16 dell’art.67 dell’ACN del 23.03.2005. Nella eventualità che il 118 sia stato chiamato per un intervento urgente e subentri il decesso del paziente sarà "il 118 ad effettuare la diagnosi di morte". La diagnosi di morte deve essere effettuata nel più breve tempo possibile e comunque entro un termine di tempo congruo, in considerazione del fatto che dall’ora della morte possono trascorrere massimo 24 ore entro le quali è necessario compilare la scheda ISTAT ed effettuare l’accertamento della morte". evidentemente deve essere successa qualche disputa o lite tra addetti del 118 e pseudomedico.