Il piccolo Max di 2 anni è stato strangolato dal papà: la conferma dall'autopsia

Sabato 27 Febbraio 2021 di Denis Barea
Il Ris dei carabinieri durante i primi accertamenti sulla scena del delitto a Castello di Godego

Massimiliano è stato strangolato, poco dopo l’ora della colazione, da suo padre Egidio Battaglia. Quando cioè la madre Adriana Gargalic è uscita di casa per andare al lavoro all’ospedale di Castelfranco. È questo l’esito dell’autopsia condotta ieri sul corpo del bambino di due anni e mezzo dal dottor Guido Peletti, il medico legale incaricato di eseguire gli accertamenti post mortem dal pubblico ministero Mara De Donà. L’esame autoptico è stato una conferma di quello che si era ipotizzato già sabato scorso, dopo il drammatico ritrovamento dei corpi del piccolo e del padre nella loro abitazione di piazza Città di Boves.

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I RISULTATI Il corpicino ha parlato, raccontando lo svolgimento di quegli attimi tremendi che hanno scandito l’omicidio suicidio. Il padre di Massimiliano, il 43enne Egidio Battaglia, lo ha ucciso soffocandolo prima di togliersi la vita a sua volta. Ieri è stato peraltro compiuto l’accertamento esterno anche sulla salma del genitore, che subito dopo aver strangolato il figlio si è reciso la gola con un coltello da cucina morendo per dissanguamento. Risultati che hanno confermato quanto ricostruito fin dalla prima fase delle indagini condotte dai carabinieri del comando provinciale di Treviso, a cui la scena del delitto aveva lasciato pochi dubbi su quella mattinata di sangue. Confermato dunque anche il fatto che le due morti fossero avvenute nella prima parte della mattinata, almeno tre ore prima che i cadaveri fossero trovati da Stefano e Fortunato Battaglia, fratello e padre di Egidio, che aspettavano lui e il bimbo a casa per il pranzo insieme. Mentre il corpo del 43enne presentava, vividi e inequivocabili, i segni lasciati dalla lama trovata accanto a lui, sul corpicino di Massimiliano non vi erano traumi evidenti, se non alcuni lividi attorno al collo. Da lì la ricostruzione che voleva il piccolo afferrato di spalle dal padre e soffocato mortalmente. Delle tragedia che ha sconvolto la comunità di Castello di Godego restano solo da stabilire in via definitiva, la ragioni. Ed è per questo che la Procura ha disposto l’acquisizione delle cartelle cliniche di Massimiliano, il cui stato di salute avrebbe preoccupato il padre al punto di premeditare il gesto estremo.

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IL BARATRO Al di là dell’iter di legge, il terrore che ha spinto Egidio a uccidere il suo bambino è scritto a chiare lettere nel testamento che lui stesso ha lasciato in cucina. Un gruppo di medici aveva effettuato una diagnosi secondo cui il bambino soffriva di disturbi dello spettro autistico. «Era stata formulata dall’Usl dopo numerosi colloqui interdisciplinari» aveva già confermato il direttore generale Francesco Benazzi. Il piccolo avrebbe dovuto sottoporsi a altri esami nei mesi e anni successivi, ma per Egidio quella era stata una sentenza senza possibilità d’appello. «Come farà quando noi non ci saremo più?» ha scritto nella lettera disperata trovata sul tavolo della cucina. A preoccuparlo era il fatto che Massimiliano non parlasse. Comunicava con gli sguardi, per imitazione, ma le parole non volevano uscire. In quei quattro fogli bianchi, strappati da un block notes, il 43enne è tornato più volte sulla diagnosi che, da qualche mese, lo aveva gettato nel più profondo sconforto: quella di una possibile forma di autismo della quale il bimbo, in futuro, avrebbe rischiato di soffrire. Il 43enne è tornato più e più volte sulla forma di autismo che, a suo dire, avrebbero procurato pesanti sofferenze al figlio. I funerali di padre e figlio, che per volere della famiglia verranno svolti insieme, non sono ancora stati fissati. Probabilmente le esequie si terranno nei primi giorni della prossima settimana. 

 

 

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