Auto usate a prezzi stracciati comprate all'estero, poi "rimesse a nuovo" con un trucchetto e rivendute

Lunedì 25 Gennaio 2021 di Serena De Salvador
Auto usate a prezzi stracciati comprate all'estero, poi "rimesse a nuovo" con un trucchetto e rivendute
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VEDELAGO (TREVISO) - Acquistava auto usate in Italia e all'estero, accaparrandosele a prezzi stracciati perché avevano tutte centinaia di migliaia di chilometri percorsi alle spalle. Poi le rimetteva in vendita, provvedendo però a manomettere i contachilometri e piazzandole sul mercato a cifre nettamente superiori al loro reale valore. Una frode che B.B., 33enne di origine croata ma de tempo residente a Vedelago, ha attuato almeno otto volte fra il 2017 e l'inizio del 2020. Tanti sono infatti i clienti truffati che i carabinieri hanno rintracciato, ma il sospetto è che le vittime inconsapevoli siano molte di più. L'attività con cui gestiva gli affari ha chiuso i battenti nel febbraio dello scorso anno, ma le indagini attorno alla figura dell'uomo proseguono, anche alla luce di ulteriori truffe simili venute a galla nella stessa zona a opera di altri soggetti.


I RAGGIRI

Il 33enne aveva aperto una società individuale con sede legale a Treviso, nella zona ovest della città. Con questa esercitava l'attività di compravendita di auto usate, senza tuttavia avere allestito un concessionario. L'uomo infatti si procurava regolarmente i veicoli sia in altri paesi europei che in Italia. Puntava in particolare automobili di media cilindrata e utilitarie, molto richieste e dunque semplici da proporre sul mercato trevigiano. Pubblicava gli annunci di vendita su vari siti internet specializzati, promettendo chilometraggi ridotti e mezzi in ottimo stato che hanno ingolosito numerosi acquirenti. Dai passaggi di proprietà alle immatricolazioni, tutte le pratiche venivano eseguite in modo lecito, ma quel che i clienti non sapevano è che i contachilometri venivano tutti manomessi. In altre parole, B.B. abbassava i chilometraggi delle auto, vendendole a prezzi superiori rispetto al loro reale valore. Almeno in otto hanno firmato il contratto e portato a casa i mezzi. Solo nei mesi successivi, spesso rivolgendosi ai propri meccanici di fiducia, emergevano le vere condizioni di quelle auto. Dalle prime segnalazioni ai carabinieri è nata una capillare indagine che ha provato le frodi messe in piedi tra il 2017 e il 2020. Avendo probabilmente capito di essere ormai scoperto, nel febbraio scorso il 33enne ha chiuso la sua attività. Ciò non è però bastato a evitargli una denuncia per frode in commercio, alla quale ora fanno seguito nuovi accertamenti per capire se avesse dei complici, specie nelle fasi concrete della manomissione, oltre che per acclarare l'eventuale presenza di altre vittime. Al momento si stima che abbia intascato alcune decine di migliaia di euro.

Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio, 13:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA