La polesana Elena Zuolo, meccanico top alla 24 Ore di Le Mans

Venerdì 21 Ottobre 2022 di Enzo Fuso
Elena Zuolo, meccanico della formula Gran Turismo
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VILLANOVA DEL GHEBBO (ROVIGO) - “Voglio una vita spericolata, voglio una vita come Steve McQuenn”: chi non ricorda queste famosissime parole di Vasco Rossi nella sua “Vita spericolata”? E chi non ricorda il circuito di Le Mans dove il famoso attore è stato protagonista di una edizione della mitica 24 Ore? Ebbene, questo mondo esiste ancora e produce anche adesso in chi vi partecipa forti vibrazioni. C’era anche lei, Elena Zuolo, 29 anni, di Villanova del Ghebbo, alla mitica "24 Ore" francese di quest’anno. C’era anche lei nei box delle Gran Turismo, in mezzo alle Ferrari, alle Porsche e alle Lamborghini, efficiente meccanica pronta ad intervenire in caso di guasto o per il cambio delle gomme.

DALL’OFFICINA AI BOX

Il mondo delle ruote coperte ha nelle Gran Turismo una delle sue massime espressioni. Sono bolidi delicatissimi che si sfidano in competizioni tiratissime in cui si combatte sul filo dei centesimi di secondo. E in cui anche i meccanici sono importanti per essere al top ed attingere ai finanziamenti degli sponsor, Oltre che per vincere le gare, naturalmente. Di questo difficile mondo fa parte Elena Zuolo, la bella 29enne che invece che a ombretti e rossetti pensa a cilindri e pistoni. Anche quando è a casa, i suoi box personali, dentro la campagna polesana dove non transita nemmeno un carretto.
Come ha fatto una ragazza come lei a entrare in questo mondo così speciale e - diciamo - abbastanza distante dai normali interessi femminili? «È stato quasi per gioco - risponde - Non volevo fare le solite cose che si propongono ad una ragazza. Mi piacevano le auto e un giorno sono entrata in una officina di Rovigo. Il titolare si è un po’ sorpreso, poi ha cominciato a spiegarmi come funziona questo settore, che parte dal meccanico sotto casa che ti mette a posto la frizione e arriva agli ingegneri della Formula 1».

GRAN TURISMO
Dalla piccola officina al Gran Turismo il passo non è facile. «Quel meccanico era molto preparato e con generosità mi ha spiegato tutto; innanzitutto che un’auto non sono semplicemente quattro ruote che girano. Successivamente mi ha messo in contatto con un team nazionale, dove sono poi andata. Ho messo la tuta e ho cominciato a lavorare su questi “mostri”. Non è stato difficile imparare i segreti del mestiere. Adesso sono uno dei tecnici del team e mi sposto al seguito delle gare».
Come sono queste corse? «La formula Gran Turismo è divisa in Sprint e Endurance; prove brevi o di durata». Come la 24 ore di Le Mans? «Sì, ci sono stata anche quest’anno: 24 ore di duro lavoro, senza dormire, col cuore in gola sperando che tutto vada bene. Sono appena tornata dal Giappone dove si è svolta la 6 ore di Fuji, prova del Campionato mondiale endurance, dove la Ferrari ha dominato».
Questo è il suo lavoro. «Ci vivo ormai da sette anni. Faccio parte di una squadra, ma ho la mia partita Iva e a volte - se non c’è conflitto d’interessi - sono chiamata da altri team e parto». In Italia o all’estero? «Diciamo che in Italia c’è poco. Solo adesso, dopo il Covid, si comincia a vedere qualcosa. Fuori è tutta un’altra cosa, in Europa ma anche anche nel resto del mondo c’è molta attività».
Il Paese in cui si svolgono più gare? «Sicuramente la Francia, anche se Germania e Regno Unito non sono lontane».
Cosa spinge ad avvicinarsi a questo mondo? «Molto contribuisce la vicinanza di un circuito». Per esempio Adria. «Sì, peccato che adesso sia chiusa».

L’AMBIENTE 
Quali sono i rapporti nell’ambiente? «Non ci si fanno molti complimenti. C’è molta competizione fra i team, i piloti e gli stessi meccanici. Una buona prestazione, una gran turismo che chiude bene un criterium, possono diventare immagine, un oggetto di sponsorizzazione. Per questo la competizione è dura».
È più dura per una donna? «Non c’è differenza con gli uomini, siamo tutti sulla stessa linea. Non bisogna mai cedere, lamentarsi di qualcosa». Un lavoro che le permette di girare il mondo, di conoscere tanta gente. «Questo è vero, una meravigliosa opportunità».
I prossimi impegni? «Fino a fine anno non ci sono gare in Italia. Il prossimo anno si vedrà. In programma ci sono i campionati di marca della Ferrari e della Lamborghini».
Lei ci sarà? «Chi lo sa? Ma se mi chiamano sono pronta».
Quando non gira per i criterium, Elena Zuolo rimane a casa a studiare le caratteristiche delle auto che potrebbero avere bisogno di lei, come mettere in pratica quello che ha studiato e imparato. Si sarà capito: per lei più che un lavoro, è una passione».

Ultimo aggiornamento: 17:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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