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Adescamento e pedofilia nei campi scout: condannato un capo di 33 anni

Mercoledì 1 Giugno 2022 di Gianluca Amadori
Ritrovo scout
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ROVIGO - È accusato di aver riservato attenzioni a sfondo sessuale a una decina di ragazzini, alcuni dei quali di età inferiore ai 14 anni, dei quali aveva la responsabilità in qualità di capo scout.
Un giovane polesano di 33 anni è stato condannato dal giudice per l'udienza preliminare di Venezia, Luca Marini, a due anni e sei mesi di reclusione e al risarcimento dei danni provocati ad alcuni di loro, i cinque che si sono costituiti parte civile al processo contro di lui. Il gup ha quantificato in cinquemila euro la provvisionale cui hanno diritto, un anticipo sul risarcimento danni che dovrà essere successivamente quantificato con esattezza dal Tribunale civile.

LA VICENDA
La sentenza è stata pronunciata nel primo pomeriggio di ieri, 31 maggio,  alla Cittadella della giustizia di Venezia. Gli episodi finiti sotto accusa sono avvenuti tutti in provincia di Rovigo, in occasione di alcuni campi scout svoltisi tra il 2015 e il 2019, ma la competenza a giudicare è stata individuata nel giudice veneziano in quanto all'imputato è stata contestata la diffusione di materiale pornografico con finalità di adescamento, in relazione ad alcune immagini che il trentatreenne avrebbe inviato a uno dei ragazzini che frequentavano i campi scout.

L'ACCUSA
Nella requisitoria conclusiva del processo, celebrato con rito abbreviato, la sostituto procuratore Daniela Moroni aveva sollecitato la condanna dell'imputato a tre anni di reclusione. Le motivazioni della decisione saranno depositate entro i prossimi 40 giorni: è probabile che la difesa del capo scout decida di impugnare la condanna in appello.

LA DIFESA
Il trentatreenne, di cui non indichiamo le generalità per impedire che possano essere identificate le vittime del reato a sfondo sessuale, si è difeso con determinazione respingendo ogni accusa e sostenendo che i palpeggiamenti sulle parti intime finiti sotto accusa non avevano alcuna connotazione sessuale: si trattava, a suo dire, di una sorta di buffetto, un gesto scherzoso, di natura goliardica, finalizzato a creare un clima cameratesco di simpatia all'interno del gruppo scout. Ma le vittime lo hanno percepito in ben altro modo.

    
 

Ultimo aggiornamento: 11:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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