Promotore finanziario a processo: per l'accusa si è intascato 700.000 euro di una 90enne

Mercoledì 1 Dicembre 2021 di Francesco Campi
Il tribunale di Rovigo

COSTA DI ROVIGO - Era stato arrestato a luglio dalla Guardia di Finanza, con l’accusa di essersi intascato oltre 700mila euro, sottraendoli goccia a goccia ad un’anziana di oltre novant’anni che, ignara di tutto, aveva permesso all’uomo, ex dipendente di banca, di agire come intermediario finanziario e di operare autonomamente sui suoi conti. Anche dopo la sua cancellazione dall’apposito albo. E ieri, per le ipotesi di reato di appropriazione indebita, aggravata sia dall’età della donna che dalla prestazione d’opera, e gestione infedele, specifica fattispecie prevista dal Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, il 50enne Davide Pasqualini, residente a Costa, è stato rinviato a giudizio. Il processo che si aprirà il prossimo 28 marzo, verificherà la fondatezza o meno delle accuse mosse all’imputato, difeso dall’avvocato Elisa Gallocchio. 

OPERAZIONI SOSPETTE

Nel capo di imputazione si riportano sia 75 prelievi ritenuti ingiustificati, effettuati fra 2014 e 2918, dai conti dell’anziana da parte dell’uomo, per un ammontare complessivo di 165mila euro, sia bonifici effettuati fra 2013 e 2018 per operazioni ritenute a danno dell’investitrice ed a mero guadagno dell’intermediario per 553.700 euro. Movimenti che da un conto corrente aperto alla Banca Cic di Lugano, in Svizzera, hanno spostato oltre mezzo milione di euro, con venti diverse operazioni, a favore di altri conti esteri intestati a sei diverse società. Operazioni che, secondo quanto era stato detto alla donna, le avrebbero fruttato dei guadagni, mentre invece l’unico a beneficiarne sarebbe risultato il promotore stesso che, secondo l’accusa, avrebbe saccheggiato i risparmi della donna con operazioni in parte dirette sui suoi stessi conti, in parte con operazioni di frazionamento destinate a soggetti esteri o a persone che nulla avevano a che fare con l’anziana e che, invece, rientravano in partite di giro dell’uomo. Una sottrazione andata avanti per anni, fino a quando un nipote, insospettito e preoccupato dell’anomala gestione del patrimonio della zia, per la quale era completamente assente ogni tipo di rendicontazione, ha aperto gli occhi dell’anziana, che ha poi sporto denuncia, dando il via alle indagini della Guardia di finanza, durate circa un anno. E che hanno fatto emergere elementi sufficienti per portare il sostituto procuratore Francesco D’Abrosca a chiedere ed ottenere dal gip l’arresto.

L’ARRESTO

Erano stati gli stessi finanzieri del Comando provinciale di Rovigo a dare corso alla misura, lo scorso luglio, diramando poi una nota nella quale rimarcavano come «l’operazione testimonia il costante impegno del Corpo, quale forza di polizia economico-finanziaria e di polizia giudiziaria, a tutela dei cittadini più vulnerabili che possono essere truffati e depredati dei loro patrimoni». L’anziana si era affidata all’intermediatore in totale buona fede, motivo per cui quando gli esiti investigativi hanno portato alla luce i raggiri portati avanti a suo danno, ha subìto un duro colpo anche dal punto di vista psicologico.
 

Ultimo aggiornamento: 18:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA