Appello di una madre disperata: «L'ospedale di Misurina non può chiudere, è la vita di mio figlio»

Domenica 27 Novembre 2022 di Roberta Merlin
Il bambino che viene curato a Misurina con la mamma e la sorella
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ROVIGO  - Il bambino, che chiameremo Enrico, ha 11 anni, vive a Rovigo con i genitori e altri due fratellini. A tre anni gli viene diagnosticato il Wheezing con crisi bronco ostruttive. Inizia ad avere crisi sempre più frequenti, una tosse così forte, racconta la madre, che gli rompeva i capillari del viso e degli occhi. Lascia la scuola materna per il rischio anche solo di un banale raffreddore, costretto a vivere in isolamento con la sua famiglia. Respirare, camminare, fare anche solo una piccola corsa, per il piccolo, diventa un’impresa. Mamma e papà trascorrono le notti svegli per ascoltare il suo respiro, imparano le manovre salvavita per evitare il peggio durante le crisi d’aria. Enrico nasce due volte, una quando la madre lo dà alla luce, la seconda quando i suoi genitori lo portano al centro per l’asma pediatrica di Misurina. Grazie alle cure e all’aria buona smette di prendere quotidianamente antibiotici e cortisone. Può condurre una vita normale, come tutti i ragazzi della sua età: camminare, correre, giocare a pallone.


DISPERAZIONE
Ha gli occhi lucidi la madre mentre prepara la valigia per l’ultimo soggiorno in quella che per lei e la sua famiglia è diventata ormai la seconda casa, ossia l’istituto Pio XII di Misurina di proprietà dell’Opera diocesana San Bernardo degli Uberti che fa capo alla Curia di Parma. Il centro per la cura delle patologie respiratorie pediatriche convenzionato con la Regione Veneto che si trova ai piedi delle Tre cime di Lavaredo, chiuderà i battenti il 31 dicembre a causa dei conti in rosso. Quest’anno il disavanzo annunciato sfiora il milione. In cura circa 1.400 pazienti l’anno per cui la Regione stanzia puntualmente circa 1,2 milioni, ma non son sufficienti per tenere in vita l’unico ospedale italiano, il quarto al mondo, ad alta quota, dove le peculiarità dell’aria sono una cura insostituibile per centinaia di bambini portatori di patologie respiratorie. «Non so cosa faremo senza il Centro - racconta preoccupata - domani partiamo per le ultime due settimane, una cura che spero gli servirà per affrontare l’inverno. Facciamo, un ricovero ogni due mesi da quando aveva tre anni. Come tanti bambini asmatici e con patologie anche importanti, Misurina è un vero e proprio salvavita».

GLI APPELLI
Solo a Rovigo sono 100 i bambini con patologie respiratorie che annualmente si rivolgono allo storico istituto di Auronzo di Cadore, in provincia di Belluno. Un numero che spicca rispetto ad altre regioni per l’elevato livello di inquinamento dell’aria rodigina, seconda città italiana, dopo Torino, per la presenza di polveri sottili. Nelle scorse settimane la madre, in preda alla disperazione per l’annunciata chiusura dell’istituto, ha scritto alla neo presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Presidente Sergio Mattarella e al presidente della Regione Luca Zaia. Il suo appello era arrivato con il Pd anche in consiglio regionale. E tra i genitori dei piccoli pazienti c’è chi si è rivolto addirittura a Papa Francesco. Richieste di aiuto che non hanno avuto il riscontro sperato. Servirebbei un privato disposto a investire nel centro d’eccellenza che cura patologie respiratorie e dermatologiche anche degli adulti.

«È difficile per noi genitori accettare questa dolorosa decisione - spiega la donna - le difficoltà economiche dell’istituto sono ben note e come se non bastasse, sono state acuite da tre anni di pandemia. Non posso, non riesco però a pensare che la chiusura di questo centro possa essere l’unica soluzione in un momento in cui le malattie respiratorie infantili sono in aumento per numero e gravità e mentre è in corso una pandemia da virus polmonare. Grazie a Misurina i polmoni di mio figlio si stavano rafforzando durante la crescita. Mio padre, portatore della stessa patologia, è mancato giovane proprio per la mancanze di cure adeguate. Salvare il centro significa migliorare la qualità e le aspettative di vita di tanti bambini e adulti».
 

Ultimo aggiornamento: 12:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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