Doppia mensa all'azienda Tmb per chi non ha green pass

Sabato 21 Agosto 2021 di Marco Scarazzatti
Azienda Tmb a Ceregnano (Rovigo)

ROVIGO - Sindacati uniti per quello che riguarda la salvaguardia del diritto dei lavoratori a utilizzare la mensa sia con green pass che senza. È un accordo particolare quello che è stato raggiunto alla Tmb di Ceregnano.
«Molte aziende stanno applicando le direttive ministeriali - sottolinea Nicola Panarella, segretario generale della Fim Cisl del Veneto - comprese le grandi aziende polesane quali Tmb, Sicc Tech e Carraro Agritalia. C’è anche un’indicazione di Confindustria su questo argomento e ci sono le nostre posizioni al riguardo. Le disposizioni governative sono ancora incerte e a causa di questo alcune imprese e multinazionali stanno procedendo senza alcun confronto, con iniziative unilaterali, su un punto fondamentale per i lavoratori. Alla pari del diritto alla salute e alla sicurezza, anche l’accesso alle mense riveste un traguardo importante, raggiunto dai lavoratori grazie ai sindacati. Le mense sono a tutti gli effetti un luogo di lavoro e come tale sono tutelate».


L’ORGANIZZAZIONE

Essendo un periodo nel quale ancora in tanti sono in ferie, l’unico caso di utilizzo del green pass nella mensa aziendale è quello che si ha alla Tmb di Ceregnano. «C’è una grande componente Rsu e dunque siamo avvisati su tutto - prosegue Panarella - vero è che la situazione andava gestita meglio, ossia non certo avvisando i lavoratori lo stesso giorno nel quale hanno ripreso a lavorare, ossia martedì poco prima del pranzo, perciò è bastata una telefonata e ci si è subito accordati. A nessun dipendente è stata così negata la mensa. Chi ha il green pass utilizza i consueti spazi al coperto, mentre chi non ha il green pass si reca fuori, seduto con il tavolo, sotto un gazebo e il cibo offerto dalla mensa della Tmb. Chiaramente nell’immediato dovranno essere organizzati dei momenti appositi di confronto, per evitare di arrivare impreparati all’autunno. Si vuole evitare che ai lavoratori senza green pass venga negato il diritto alla mensa, che non è regolamentato da alcuna legge, ma è un’acquisizione sindacale. Inoltre si deve trovare una soluzione alternativa, visto che le temperature sono destinate a scendere tra settembre e ottobre».


TRATTAMENTI PARI
Sono circa 200 i dipendenti della Tmb senza green pass, pari a un terzo del totale della forza lavorativa. «Le grandi aziende sono tutte dotate di mense molto simili ai ristoranti - evidenzia Mirco Bolognesi, segretario della Uilm - munite da subito di plexiglass e tavoli distanziati. Altre più che mense, hanno dei refettori. L’importante è che sia garantito il diritto ai pasti. Certo viene da pensare che rischia di più chi non è vaccinato che mangia con un non vaccinato, piuttosto che chi è vaccinato che pranza assieme a un non vaccinato. Dobbiamo già fare i conti con l’arrivo dell’autunno, quando con molta probabilità si arriverà all’obbligo vaccinale, che al momento non esiste in quanto non ci sono ancora tutte le dosi necessarie».
I sindacati hanno ribadito il concetto di essere pro vaccini e green pass, ma al contempo hanno sottolineato che negare un pasto al lavoratore è come non garantirgli le ferie. Confindustria precisa che «per la consumazione al tavolo al chiuso, i lavoratori possono accedere nella mensa aziendale o nei locali adibiti alla somministrazione di servizi di ristorazione ai dipendenti, solo se muniti di certificazione verde Covid-19, analogamente a quanto avviene nei ristoranti. A decorrere dal 6 agosto 2021, l’accesso alle mense aziendali e ai locali adibiti alla somministrazione di servizi di ristorazione ai dipendenti è precluso».
Cgil, Cisl e Uil concludono affermando che «non accetteremo disparità di trattamento tra luoghi di lavoro e mense. Le disposizioni governative non hanno alcuna valenza legislativa e non possono mettere in discussione l’accesso alle mense di tutti i lavoratori. Sarà nostro compito quello di convocare i comitati Covid in ogni azienda, perché non possono essere messi in contrapposizione i diritti, ma bisogna trovare soluzioni che riducano al minimo possibile i rischi sui luoghi di lavoro. Abbiamo bisogno di soluzioni che non dividano e discriminino i lavoratori in azienda. C’è bisogno di chiarezza da parte del Governo, prima che la situazione diventi incontrollabile».
 

Ultimo aggiornamento: 22 Agosto, 09:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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