Pd, tutti i candidati del Veneto: Renzi non corre, Franceschini si sfila e il big è Minniti /Ecco i nomi

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Il ministro ai Beni culturali Dario Franceschini

di Alda Vanzan

VENEZIA - Fuori Andrea Martella. Dentro tutti i fedelissimi, da Roger De Menech a Gianni Dal Moro. Con la novità che Matteo Renzi non correrà più in Veneto, il big catapultato a Venezia doveva essere il ministro ai Beni culturali Dario Franceschini che però all'ultimo si è sfilato ed è subentrato il ministro Marco Minniti. E fuori dai listini proporzionali, quelli che garantiscono l’elezione, anche il sottosegretario Pier Paolo Baretta, piazzato in un collegio uninominale.

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Sono le liste che il Partito Democratico ha approvato alle 4 del mattino, dopo giorni di trattative ed estenuanti rinvii della direzione nazionale. Ma è un via libera che ha sancito la rottura con la minoranza dem che non ha partecipato al voto. Il ministro Andrea Orlando ha affermato di non essere stato coinvolto nella formazione delle liste, lette a notte fonda al Nazareno: «I nomi li sentiamo solo ora, non li abbiamo neanche letti». Le scelte compiute dal segretario Matteo Renzi sono indicative: la minoranza diventa ancora più “piccola”, non solo le percentuali congressuali non sono state rispettate, ma soprattutto le componenti di Orlando e di Michele Emiliano diventano ininfluenti. Significa che se il 4 marzo il Pd dovesse crollare, Renzi non si troverà opposizioni forte interne, ma un esercito di fedelissimi che appoggerà e difenderà le sue scelte. Tra gli esclusi eccellenti il parlamentare veneziano Andrea Martella, coordinatore dei Dems di Orlando.

Le liste plurinominali venete partorite al Nazareno - ma ci sono 24 ore di tempo per i ricorsi - sono state così composte. Alla Camera a Venezia capolista il ministro Marco Minniti seguito da Sara Moretto e Nicola Pellicani. A Belluno il deputato uscente Roger De Menech. A Padova il deputato uscente Alessandro Zan con la collega Vanessa Camani (l’unica in quota orlandiana) più l’ex sindaco di Este Giancarlo Piva. A Vicenza tutti uscenti: Filippo Crimì, Rosanna Filippin, Diego Zardini. A Verona Gian Pietro detto Gianni Dal Moro e Alessia Rotta. E qui va detto che Rotta, pur in seconda posizione, non ha nulla da temere: avrebbe pure un collegio blindato in Toscana.

Al proporzionale al Senato, al Veneto 1 il veneziano Andrea Ferrazzi e l’uscente trevigiana Laura Puppato, mentre in Veneto 2 i parlamentari ricandidati Daniela Sbrollini e Vincenzo D’Arienzo. Intanto a Padova il partito ha aperto le porte della sede regionale per l’accettazione delle candidature, ma il notaio arriverà solo domenica. 
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Sabato 27 Gennaio 2018, 09:48






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5 di 45 commenti presenti
2018-01-28 09:49:38
Il "Veneto" non è il dogado di Venessia (non c'entra nulla di nulla). “Veneto” è il nomignolo che le segreterie romane della DC e del PCI, imposero nel 1970, dandolo a una delle 20 regioni italiane, cancellando la preesistente VENEZIA EUGANEA. Mi permetta di dirle che lei fa una confusione talmente enorme, che è difficile da dipanare condensandolo in poche righe. La fondazione dello Studium (università) euganeo di Padova, non ha proprio nulla a che vedere con il dogado. Semmai è ben noto che nel 1404, il dogado, con i suoi stradioti, riuscì a colonizzare l’Euganea e rase al suolo Padova (le sue possenti mura, l’imponente castello, la prestigiosa reggia, dette al fuoco l’intero Salone con le più prestigiose opere di Giotto e l’intero archivio storico-giuridico (comprese le copie che venivano archiviate nella basilica di Santa Giustina), imposto il bavaglio al pavano, svilito lo Studium, ecc. ecc.); finché, dopo un bisecolare periodo conflittuale “tempestato”, tra l’altro di miseria economica della “terraferma” e le note pestilenze, lo stesso dogado spirò definitivamente nel 1797… L'Euganea, non ha avuto nulla a che fare storicamente e non ha nulla da essere confuso con il "Veneto" odierno, e, naturalmente neanche gli euganei Mantegna, Beolco (Ruzante), Giorgione, ecc. e neppure l’insigne Galileo…
2018-01-29 06:07:21
Dopo che che il Veneto tornerà Serenissimo, con un Referendum cartaceo sotto l' egida dell'ONU, cambieremmo il nomignolo "Veneto" in: Repubblica Federale della Venetia Euganea con la Capitale Padova (dopo averla liberata dai nigeriani). Economicamente sarà una splendente rinascita della nostra Patria euganea, ma politicamente molto irrequieta. Tutti i territori circostanti, FVG, Emilia-Romagna, Istria, Trentino-Sud-Tirolo, Lombardia Orientale e perfino la Puglia e le Isole Ioniche, vorranno farsi annettere alla Venetia Euganea.
2018-01-28 08:50:27
Sono alla frutta !!
2018-01-27 17:32:52
La decisione alle 4 del mattino. Ma guarda un po' tutti i giornali sono rimasti sveglissimi per pubblicare l'esito. Ma guarda un po'. Quando si dice la forza della politica che ha il bastone dalla parte del manico.
2018-01-28 08:34:35
Per una sedia altro che 4 del mattino....per una sedia i sporlitici italiani venderebbero la propria madre facendo turni a ciclo continuo notte compresa!!!