Martedì 9 Aprile 2019, 11:23

«Vi sfasciamo il bar se non ci date da bere»: paura dietro al bancone

PER APPROFONDIRE: barista, minacce, pordenone
«Vi sfasciamo il bar se non ci date da bere»: paura dietro al bancone

di Marco Agrusti

PORDENONE - Undici locali pubblici chiusi dalla Questura dal maggio del 2018, una sequela di interventi basati sull'articolo 100 del Tulps, il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Risse, episodi di violenza a volte degenerati in fatti divenuti reati, schiamazzi e attività connesse allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti: la movida pordenonese da un anno è nel mirino delle forze dell'ordine, con a capo il questore Marco Odorisio che ha deciso di stringere le maglie del controllo sino ad arrivare alla misura più impattante, cioè la chiusura coatta degli esercizi pubblici che hanno dimostrato di non controllare a dovere i propri clienti. Ma dietro a tutto ciò c'è un sottobosco, fatto di quotidianità e gestione concreta di un'attività particolare come può essere un bar. È fatto di compromessi, difficoltà, e a volte anche di minacce a cui è sempre più difficile rispondere.
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