La cerimonia di posa delle pietre d'inciampo a Pordenone. Domenica tocca a Udine

Sabato 18 Gennaio 2020 di Nico Nanni
L’artista tedesco Gunter Demnig posa una pietra d'inciampo in piazza XX Settembre a Pordenone

Dopo tanto sole, proprio oggi è iniziato a piovere: una pioggerella autunnale che ben lungi dal rovinare la cerimonia di posa di sette Pietre d’inciampo in altrettanti luoghi di Pordenone a ricordo di vittime del nazifascismo, ne ha aumentato il senso di malinconia nelle tante persone che hanno partecipato. Diremmo che la cifra costante del pomeriggio di ieri è stata il silenzio composto che ha accompagnato ogni tappa. Ma perché mettere le pietre d’inciampo? Lo spiega l’artista tedesco Gunter Demnig, che le pietre di inciampo ha ideato negli anni Novanta e che da allora non ha mai smesso di realizzarle e posarle, arrivando circa 75 mila in numerosissime città di una trentina di Paesi non solo europei: «Qualcuno dice che mettendo le pietre a terra col nome delle vittime esse vengono profanate un’altra volta. Non sono d’accordo: il Talmud dice che una persona viene dimenticata soltanto quando viene dimenticato il suo nome».
Ma è vero che in Germania ora le pietre vengono tolte? «Si tratta di pochissimi casi su migliaia di pietre – ci dice – e sono i neonazisti che le tolgono, ma poi vengono subito rimesse». All’inizio le pietre vennero poste a Colonia nel quartiere dove vivevano migliaia di rom e sinti ormai assimilati, ma egualmente rastrellati e uccisi nei lager: «fu la prova generale – dice Demnig – di quello che sarebbe accaduto poi con gli ebrei e con tutti gli altri, dai disabili agli omosessuali agli oppositori politici».
Per tornare a Pordenone, la posa delle pietre è stato il momento finale del progetto ideato e portato avanti da studenti del Liceo Leopardi-Majorana per più anni scolastici, guidati dalla professoresse Susanna Corelli e Silvia Pettarin, con varie collaborazioni, che a ogni tappa hanno illustrato il significato del progetto stesso, mentre alcuni studenti hanno letto un profilo delle vittime. In via del Fante abitava Felice Bet, partigiano ucciso a 16 anni (alla cerimonia era presente la sorella Maria); in viale Grigoletti Estella Steindler Luginbuhl, vedova del pastore della Chiesa Battista, l’unica ebrea di Pordenone finita in un lager (il diacono Andrea Casonato ha portato il saluto della comunità evangelica); in via Bertossi la pietra ricorda il partigiano medaglia d’oro Terzo Drusin (presenti la nipote Dania e il sindaco di Manzano dove Drusin nacque, Piero Furlani); in via Tommaseo Francesco Folleni Gugliemo, anche lui partigiano, morto a 19 anni; in corso Vittorio Emanuele la pietra ricorda Virginio Micheluz, vittima di delazioni; infine in piazza XX Settembre ci sono le pietre per Franco Martelli, ufficiale medaglia d’oro (Paola Pascatti ha rappresentato la nipote Ludovica Martelli) e Attilio Gallini, partigiano morto a 19 anni (c’erano il fratello Eugenio e la cognata Carmen Gallini).

 

Ogni tappa è stata accompagnata da momenti musicali eseguiti da elementi del Polifonico Città di Pordenone, dal Coro SingIn’ Pordenone, dai violoncellisti Elisa Fassetta e Marco Gasparotto, dagli ottoni allievi della Scuola della Filarmonica cittadina. Il momento conclusivo in piazza XX Settembre con gli interventi del sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani, dell’assessore regionale Tiziana Gibelli (con loro erano presenti anche diversi esponenti della Giunta Comunale e dei Consigli comunale e regionale) e della dirigente del Leo-Major Teresa Tassan Viol. Concetto ricorrente la necessità che la memoria che nasce da queste pietre, “il monumento diffuso più grande d’Europa”, sia di tutti e condivisa e sia monito contro ogni negazionismo, tanto più che questa memoria nasce da giovani che vogliono conoscere la storia e non vogliono dimenticare.
Domani, domenica 19 gennaio, si terrà la posa delle pietre d’inciampo a cura del Comune di Udine e A.N.P.I. – Sezione di Udine. Le pietre udinesi, dedicate alla memoria di due deportati razziali e otto deportati politici, verranno posate a partire dalle ore 9.00 secondo il seguente itinerario: Battisacco Onelio (via Veneto 253 Cussignacco); ore 9.20 Jona Leone (via San Martino 28); ore 9.40 Basandella Luigi (via Pozzuolo 16, Sant’Osvaldo); ore 10.10 Quaiattini Giuseppe (via Bologna 27, Beivars); ore 10.40 Rizzi Silvio (via Bergamo 11, Rizzi); ore 11.00 Deganutti Cecilia (via Girardini 5); ore 11.20 Castiglione Silvano (via Brenari 14); ore 11.40 Cosattini Luigi (via Cairoli 4); ore 12.00 Berghinz G. Battista (via Carducci 2); ore 12.20 Morpurgo Elio (via Savorgnana 12).
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA