Giovedì 14 Febbraio 2019, 00:00

Vini dop sequestrati in cantina, nelle intercettazioni le tracce della frode

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Vini dop sequestrati in cantina, nelle intercettazioni le tracce della frode
PORDENONE - È il giorno dei chiarimenti. La Cantina Rauscedo - attraverso l'avvocato Stefano Zanchetta, esperto di Doc e Igp - avrà il primo confronto con la Procura che sta indagando sulla presunta frode in commercio dei vini Dop. Il legale conta di poter dimostrare, attraverso la tracciabilità di uvaggi e vini, che la cooperativa di Rauscedo non ha violato il disciplinare e che non vi è ragione di bloccare i 300mila ettolitri di prodotto ottenuto dalla vendemmia 2018. Gli uvaggi «fuori dalla carta» - come li definivano nelle intercettazioni telefoniche e ambientali che hanno impegnato Nas e Ispettorato repressione frodi di Udine - se confermati, sarebbero limitati, pertanto non giustificherebbero il sequestro dell'intera produzione. Ci sono molte spiegazioni che soci e amministratori della coop dovranno dare. Le intercettazioni cominciano a settembre. La Cantina è in piena attività: telefonate, conferimenti, richieste di informazioni. Tutto ciò che gli inquirenti ascoltano rafforza l'ipotesi investigativa: si parla di false bollette create per sistemare 2mila quintali di uva tra i soci e di altri 13mila da ripartire, di cui 8mila di Prosecco.

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