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Elezioni, Fedriga: «Il centrodestra diviso rischia. Il modello Friuli per vincere ancora. Fratelli d'Italia? Contento per loro»

Mercoledì 15 Giugno 2022 di Marco Agrusti
Il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga

Non si sente “insidiato” dalla scalata verticale dell’ex “cugino” più piccolo della coalizione, quel Fratelli d’Italia che della casa del centrodestra ora ambisce a diventarne il “padrone”. Ragiona da cucitore, come sempre, il presidente Massimiliano Fedriga. Da vecchio centrista, nel senso migliore del termine. Con un occhio studia i risultati, con la penna prende appunti. Perché qualcosa da migliorare, sul fronte del Carroccio, c’è anche nella nostra regione. Non sono solo “beghe” nazionali. E i ballottaggi sono vicini. Le Regionali non così lontane. Ma su un tema Fedriga non ha nemmeno un dubbio: la coalizione, in Fvg, funziona. Per le altre valutazioni ci sono i palazzi romani. 


Fedriga, come sistemiamo la Lega nel pagellone delle Amministrative in Friuli?


«Secondo me il risultato è stato quello di un’ottima affermazione. Nessuno si sognerebbe di dire che la Lega abbia perso le elezioni in regione. Il partito ha tenuto e in molti comuni è anche cresciuto. Probabilmente quando si parla di qualche difficoltà si fa riferimento al risultato nazionale. In Friuli Venezia Giulia non siamo in calo».


Allora è doveroso andare dritti al punto. C’è chi è cresciuto più del Carroccio e si chiama Fratelli d’Italia...


«Prima di tutto preciso quanto detto prima. Non solo la Lega ha avuto secondo me un’ottima performance. È la coalizione ad aver raggiunto un grande risultato». 


Una coalizione con equilibri modificati?


«Credo innanzitutto in un concetto: in questo Paese siamo purtroppo abituati a confondere le elezioni politiche con le amministrative e viceversa. È un esercizio che non mi compete e non mi piace. Dobbiamo avere rispetto per i cittadini». 


È stata Giorgia Meloni, però, a chiedere informalmente alla Lega di lasciare il governo proprio dopo una tornata di elezioni locali...


«Legittimamente ogni forza politica esprime il suo pensiero. Ma io credo che a queste cose ci dovremo pensare alle prossime Politiche, non adesso. E il compito del centrodestra sarà un altro». 


Quale?


«Offrire una visione duratura del Paese, mettersi d’accordo su un’idea, non su un nome o una leadership. Ai cittadini dobbiamo offrire e proporre un progetto comune, non solamente slogan elettorali. La politica che guarda soltanto a chi farà il presidente del Consiglio è sbagliata. Io stesso mi metto in discussione».


Torniamo in Friuli e all’arrembaggio di Fratelli d’Italia urna dopo urna. La Lega è “minacciata”?


«Qui da noi? Non scherziamo. In Friuli Venezia Giulia la coalizione è una cosa sola. E io mi sento prima di tutto il presidente di un gruppo che ha sempre lavorato assieme». 


Non teme qualche rivendicazione politica?


«Il problema è sempre uno e uno solo: come si governa. Credo fermamente che nella nostra regione ad essere apprezzato sia stato il lavoro di tutta la coalizione, non di una sola parte. Il nostro “segreto” è quello di avere una squadra forte. Che appunto è...una squadra».


In queste Amministrative, però, non tutto è andato bene e non ovunque il centrodestra ha scelto la corsa unitaria. Errori pagati a caro prezzo?


«Il centrodestra unito vince. Lo hanno detto e continuano a dirlo i numeri».

 
E il centrodestra diviso?


«In quel caso rischia nettamente di più». 


Che problemi ci sono stati?


«Dispiace che in alcuni casi sia mancata l’unità della coalizione di centrodestra, ma si è trattato di un problema non legato alle segreterie, ma a tensioni specifiche di un singolo territorio. È stato un peccato». 


Ora c’è il ballottaggio. Test chiave?

«Ho troppo rispetto per gli elettori per parlare di vittoria o sconfitta generali dopo un ballottaggio». 


Tra 15 giorni un “abbraccio” a Fratelli d’Italia?

«L’unità della coalizione è la prima cosa, nonché la più importante. Quindi ovviamente correremo uniti». 


Come valuta il tonfo del referendum?


«Sapevo che il quorum sarebbe stato difficile. Credo che il problema sia stata una comunicazione non adeguata dei quesiti. E questo da parte di tutti, anche dei partiti». 

Ultimo aggiornamento: 17:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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