Sotto monitoraggio trecento alberi: rischiano di dover essere abbattuti

Domenica 12 Gennaio 2020 di Alberto Comisso
In città potrebbero essere tagliati trecento alberi
PORDENONE - Il patrimonio  arboreo cittadino ai raggi X. Nei giorni scorsi sono partite le verifiche sui 300 alberi, tutti tigli, che svettano su via Nuova di Corva, Pola, Oberdan e Mazzini. Arbusti per la maggior parte centenari, che negli anni, tra capitozzature (tecnica che prevede il taglio dei rami sopra il punto di intersezione con il tronco) ed interventi alle radici, sono stati «maltrattati». Ne è convinta Monica Cairoli, presidente dell’ordine regionale dei dottori agronomi e forestali e consulente del Comune per il settore del verde, che sulla base dei dati che emergeranno dalle prime verifiche attuate pianificherà, se necessario, un piano di intervento. Che potrebbe prevedere delle potature così come, nei casi conclamati di rischio crollo, l’abbattimento. Un po’ quello che è già successo per i quattro tigli di via Mazzini.

«Prima di tagliarli – sottolinea Cairoli – era stato constatato che su due fronti mancava l’apparato radicale e che sugli ultimi dieci metri del fusto erano presenti delle cavità importanti». Il primo step relativo alla valutazione della stabilità di 300 tigli deriva dalla necessità di assicurare standard elevati di sicurezza su quattro delle strade più trafficate della città. «Le capitozzature praticate nel tempo – evidenzia Cairoli – hanno causato sulla piante cicatrici che, non essendosi rimarginate in fretta, hanno facilitato l’ingresso di agenti patogeni che, a lungo andare, possono minare la stabilità della pianta. Un po’ quello che era successo nel cortile delle scuole Gabelli». Dopo le prime valutazioni, la seconda fase prevede che i 300 alberi presi in esame vengano sottoposti a prove di trazione e indagini tomografiche. Così da valutare il deterioramento interno degli arbusti (cavità e rotture) e le loro estensioni. Va detto che nei giorni scorsi tra la chiesa della Santissima e l’hotel Santin una pianta, ormai secca, si era schiantata a terra rompendo una staccionata. «Fortunatamente – segnala Cairoli – non ci sono state conseguenze per nessuno e soltanto gli addetti ai lavori se ne sono accorti. Il vero problema, con un patrimonio arboreo così vecchio come quello che abbiamo a Pordenone, è costituito dai riflessi che gli eventi atmosferici, sempre più intensi, potrebbero avere in futuro. Laddove esistono situazioni critiche note, si interviene tempestivamente. Dove invece non c’è una conoscenza specifica, è meglio avviare una valutazione della stabilità. Quella che andremo ad effettuare prossimamente, tanto per intenderci, anche in via Montereale dove le condizioni di alcuni bagolari, piante resistenti e bellissime da vedere, meritano di essere approfondite».
I PIOPPI
Altro intervento previsto è quello relativo alla messa in sicurezza del pioppo presente nel cortile della scuola padre Marco d’Aviano in via Cappuccini: «Considerando che quella pianta è a rischio “scosciatura” (la rottura di un ramo nel punto dell’attaccatura al tronco o a un ramo maggiore) – avverte la consulente del Comune – provvederemo a mettere dei tiranti». Intanto nei giorni scorsi sono iniziati gli interventi di messa in sicurezza del patrimonio arboreo dell’ospedale di Pordenone. Gli alberi all’interno dell’area ospedaliera sono sottoposti ad interventi programmati di potatura di contenimento al fine di garantire la sicurezza e l’incolumità delle persone. Per consentire il proseguimento dei lavori di potatura, l’Azienda sanitaria ha informato che per il 17 e 18 gennaio è prevista la chiusura del parcheggio antistante il padiglione B, utilizzato dai familiari dei pazienti assistiti dalle strutture e dai servizi presenti nel padiglione stesso. Pertanto in quelle due giornate gli utenti potranno comunque transitare davanti al padiglione B per consentire di far scendere dall’auto i propri familiari. Ma dopo averlo fatto, dovranno cercare parcheggio all’esterno dell’ospedale civile.
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