Nuovo tram, esposto in Procura. Il Comitato "No rotaie": «Negata la possibilità di contestare l'impatto ambientale»

Domenica 23 Agosto 2020 di Nicoletta Cozza/Luisa Morbiato
Nuovo tram, esposto in Procura. Il Comitato "No rotaie": «Negata la possibilità di contestare l'impatto ambientale»
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PADOVA - Il tram finisce in Procura. Il “Comitato no rotaie Voltabarozzo”, infatti, domani presenterà un esposto in cui chiede che venga fatta luce sulla mancata illustrazione al pubblico della V.I.A., la Valutazione di Impatto Ambientale del Sir 3 (la nuova linea su rotaia che collegherà la Stazione a Voltabarozzo), a cui fa seguito l’inoltro delle osservazioni. Inoltre, i suoi componenti, peraltro contrari alla realizzazione, sostengono che nel sito della Provincia non è stata neppure indicata la data entro la quale formulare questi pareri. Dal canto suo, però, Fabio Bui, che presiede l’ente di Piazza Antenore, sottolinea che si tratta di una tesi infondata, che le procedure sono state effettuate regolarmente e che quindi tutti i cittadini hanno avuto la possibilità di esprimersi perchè la documentazione era pubblicata nel sito della Provincia e il suo contenuto è stato divulgato in più circostanze anche attraverso gli organi di stampa. 
I CITTADINI
A spiegare il nodo su cui contrari alla realizzazione chiedono ora spiegazioni a Palazzo di Giustizia è Liliana Gori, portavoce del Comitato stesso. «Vogliamo capire - ha sottolineato - cosa può essere accaduto, perché non è stata data pubblicità e la gente non è stata informata in tempo per poter controbattere con le osservazioni. Si potrebbe pensare all’ennesimo tentativo di imporre un progetto che contestiamo da circa 3 anni. La questione principale è la sicurezza percorso nel nostro quartiere ma anche lungo la ciclabile del Parco Iris e su questo abbiamo già presentato un esposto in Procura. In quel tragitto il convoglio quasi sfiora le case». «Inoltre - ha aggiunto - c’è da discutere pure sull’impatto ambientale, considerato che saremo sommersi da una colata di cemento. Solo per il parcheggio scambiatore al capolinea sparirebbero circa 15 mila metri quadrati, attualmente a destinazione agricola, che aggiunti a quelli che saranno cancellati lungo tutta la tratta, in totale risulteranno 27mila quattrocento i metri quadri di verde che non vedremo più: in pratica un’area equivalente a 6 campi da calcio». Sulla questione interviene anche il “Comitato SalviAmo la ciclopedonale Sografi-Voltabarozzo”: «Ci chiediamo - polemizzano i suoi membri - come mai i termini temporali vengano sempre fissati in periodi strategici, nella fattispecie a ridosso di Ferragosto». 
IL FUTURO
E Liliana Gori rincara: «Questo esposto non è l’unico perchè a settembre ne depositeremo altri in Procura. Inoltre, terremo conto della valutazione della Soprintendenza, che non ci sembra favorevole all’opera, tanto che ha definito i rendering “irrealistici e fuorvianti” in quanto manca la rappresentazione della linea aerea di alimentazione del Sir 3, che possiamo definire una “selva di pali e fili”. E che dire infine di un progetto definitivo redatto su planimetrie vecchie di 10 anni, durante i quali il contesto è cambiato?».
LA PROVINCIA 
Fabio Bui, dal canto suo, sottolinea: «Innanzitutto è bene precisare che la Provincia con il tram non c’entra nulla, se non per quanto riguarda la Valutazione di Impatto Ambientale, che ha una sua procedura tecnica ben definita per garantire la partecipazione nella fase del procedimento. Dell’argomento, comunque, hanno ampiamente parlato le cronache anche nei mesi scorsi, quando si confondevano le competenze della Provincia su questo progetto, pubblicato nel nostro sito dal 6 luglio. C’era tempo fino al 20 agosto per le osservazioni, ma non ne sono arrivate. Se perverranno, ne terremo conto». Ed entrando nel dettaglio, ha aggiunto: «Da parte nostra nulla è stato negato, o nascosto. Non comprendo quindi la natura della polemica: io, comunque, non sono mai stato interpellato, né personalmente, né tramite gli uffici provinciali che stanno seguendo l’iter amministrativo sul parere che, ripeto, ha un suo percorso definito dalla legge. Comunque sia io, che i tecnici, siamo sempre disponibili a fornire chiarimenti».
 

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