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Confartigianato: «Il blocco della cessione del credito costerà 1800 cantieri in meno»

Domenica 6 Febbraio 2022 di Silvia Moranduzzo
Comparto edilizio in frenata improvvisa dopo il superbonus a causa della norma introdotta sulla cessione del credito
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PADOVA - Il rischio è che si blocchi tutto il settore. Lo scrive il presidente di Confartigianato, Roberto Boschetto, al prefetto Raffaele Grassi in merito alla cessione del credito. «È necessario sbloccare subito la cessione dei crediti o a pagarne le conseguenze saranno cittadini ed imprese. Sono migliaia gli immobili che rischiano di non essere ristrutturati e che non godranno delle operazioni di ammodernamento e di efficientamento energetico» scrive Boschetto.


L’obiettivo della lettera è denunciare gli effetti e chiedere la modifica delle disposizioni introdotte con l’articolo 28 del disegno di legge Sostegni ter che, con l’intento di evitare le frodi nell’utilizzo dei bonus edilizia, limitano ad una sola cessione il trasferimento dei crediti fiscali. Un provvedimento pensato per punire i “furbetti del bonus”, ma che in realtà blocca tutto il comparto casa.
Sono circa 1.800 le case in provincia di Padova che rischiano di non venire ristrutturate, perdendo l’opportunità di essere ammodernate ed essere rese più efficienti sotto l’aspetto energetico. «Parliamo di una stima di circa 180 milioni di euro di lavori edili che non verranno svolti, se la stretta dovesse passare così com’è – spiega Boschetto – E consideriamo che il settore costruzioni nella nostra provincia stava macinando numeri da record. In attesa dell’entrata in vigore del decreto, il prossimo 7 febbraio (domani, ndr), si assiste in questi giorni alla “corsa alla cessione”, ma il rischio è anche quello di un innalzamento dei tassi d’interesse».
Il presidente nazionale Marco Granelli ha scritto al presidente del Consiglio Mario Draghi, Boschetto ha interpellato il presidente della Regione Luca Zaia e i prefetti. La prossima settimana ci sarà un incontro con i parlamentari veneti. Confartigianato spiega che i cambi in corsa nelle regole disorientano le imprese, la stabilità normativa è fondamentale sia per gli imprenditori sia per i clienti. Il mercato si è già bloccato al solo annuncio della modifica e ad esserne compromessa è tutta la filiera, con danni economici e di reputazione delle imprese da cui consegue il rischio di ridurre al minimo la liquidità e i programmi di sviluppo delle imprese.

L’AMBIENTE
Inoltre, continua Confartigianato, così facendo aumenta la sfiducia verso un efficace strumento per la transizione verde, si rallenta la corsa verso gli obiettivi di risparmio ed efficienza energetica e l’accesso agli incentivi diventa elitario. «Chiediamo - conclude Boschetto - la massima sollecitudine per la correzione, perché le imprese non possono sopportare 60 giorni di blocco delle attività e i cittadini non devono essere lasciati dallo Stato nella più assoluta incertezza circa la cessione dei loro crediti fiscali. Il giusto contrasto alle frodi non può essere la motivazione per impedire alle imprese di lavorare e per gettare un’intera economia in confusione, ne va della crescita economica del Paese».
 

Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio, 10:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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