300 guide turistiche cinesi scoprono che esiste Padova: «Una meraviglia»

Domenica 12 Gennaio 2020 di Nicoletta Cozza
PADOVA - Un’invasione. Finalizzata a incrementare ancor più le presenze nei prossimi mesi dei loro connazionali. In questi giorni, infatti, i monumenti più importanti della città, tra cui Salone, Cappella degli Scrovegni e Università, sono stati visitati da una maxi delegazione di guide turistiche cinesi, composta da oltre trecento persone, che lavorano in tutti i Paesi del mondo. Ad accompagnarli nei luoghi simbolo patavini è stato Andrea Colasio, assessore alla Cultura, il quale ha spiegato loro le peculiarità del nostro territorio. In Sala dei Giganti alla fine si è tenuto ieri per la prima volta in Italia il “Forum golden microphone”, l’appuntamento annuale degli operatori turistici del Sol levante che si confrontano sulla conoscenza delle città europee. 
Padova ha conquistato i nuovi ospiti che dopo avere visto Salone, Aula Magna del Bo, sono arrivati all’interno del Salone: qui hanno dimostrato tutto il loro stupore e l’ammirazione per un luogo straordinario che non conoscevano e che li ha stregati. 
«Finora - ha commentato Colasio - erano abituati a organizzare itinerari che avevano per mete Venezia, Firenze, Roma o Napoli. Il fascino di Palazzo della Ragione li ha annichiliti e quindi sicuramente ora anche Padova sarà una delle destinazioni che le guide cinesi inseriranno nei loro pacchetti. Hanno scattato migliaia di foto in ognuno dei siti visitati che adesso utilizzeranno per promuovere la nostra città. Tutto ciò va ad aggiungersi a un’altra rilevante iniziativa promozionale per Padova e cioè il fatto che, grazie all’associazione “Filo di seta” di cui è presidente Liu Zun, l’edizione cinese del National Geografic, che vende oltre due milioni di copie, ha fatto un servizio sull’Urbs Picta».
L’OBIETTIVO
«Nostro compito - ha aggiunto l’assessore - è seminare, perché in ambito turistico tale operazione è fondamentale, visto che questo settore è trainante per l’economia padovana. Ogni anno tra i 200 e i 300 milioni di cinesi, tra l’altro quelli che hanno maggiori possibilità economiche, vengono in vacanza in Italia, ma le mete sono sempre Venezia, Firenze, Napoli e Roma, che ormai, però, sono state viste e riviste. C’è la necessità, quindi, di proporre delle alternative e Padova rappresenta l’opzione perfetta. Nell’anno dedicato agli scambi culturali tra Italia e Cina, ora abbiamo fatto questa importante operazione che darà risultati nel medio periodo. Le guide che sono state qui in questi tre giorni hanno già anticipato che al più presto organizzeranno delle visite a Padova con gruppi di turisti. Noi, nel contempo, dobbiamo attrezzarci per essere il più ospitali possibile con gli ospiti del Sol Levante. Ogni anno a Padova arrivano 90 mila cinesi, l’etnia più elevata di turisti extracomunitari, ma ora questo numero vogliamo che aumenti in modo significativo. E oggi abbiamo fatto un primo passo in questa direzione».
Colasio ha poi dato appuntamento per l’anno prossimo al maxi gruppo. «Ci vedremo a Fuzhou - ha detto loro - quando verremo a ritirare il riconoscimento che sancirà Padova patrimonio dell’Unesco».
Grazie alla collaborazione tra Comune e Università, gli operatori turistici cinesi, accolti dal pro rettore Alessandro Paccagnella, hanno potuto soffermarsi pure nell’Aula Magna del Bo, vedere la cattedra di Galileo Galilei e il Teatro anatomico. 
  Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio, 08:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA