Dopo 16 anni scatta la bonifica dell'ex "C&C": in arrivo 12 milioni

Venerdì 3 Luglio 2020 di Camilla Bovo
PERNUMIA Il caso

PERNUMIA - Sta per essere scritta la parola fine ad una delle pagine più nere della storia della Bassa Padovana: la bomba ecologica dell'ex C&C, la fabbrica dei veleni di via Granze, a Pernumia. La Regione Veneto ha infatti annunciato lo stanziamento complessivo di 12 milioni di euro per completare la rimozione delle 43.540 tonnellate ancora stipate all'interno dei capannoni, concludendo così la bonifica del sito. 
L'INCONTRO
Alle 11 di ieri mattina l'assessore regionale Roberto Marcato, che tra le sue deleghe ha pure quella relativa alla Legge Speciale per Venezia, ha incontrato la stampa all'interno di uno di capannoni di via Granze, per dare la buona notizia. «Abbiamo recuperato altri 7 milioni di euro dalla Legge Speciale per Venezia per completare la bonifica con lo smaltimento dei rifiuti presenti nello stabilimento della ex C&C di Pernumia. ha spiegato - La cifra stanziata complessivamente è 12 milioni di euro, che permetteranno di restituire alla comunità un sito, finalmente nel rispetto dell'ambiente. Questa è una grande vittoria per l'ambiente, ma una grande sconfitta per il sistema dopo una vicenda giudiziaria che vede non pagare chi di fatto ha inquinato l'ambiente e prodotto danno alla comunità». 
L'assessore Marcato, alla presenza del sindaco di Pernumia, Luciano Simonetto, e dei dirigenti regionali che hanno seguito la vicenda, ha ricostruito passo dopo passo la vicenda.
«Quando è emersa questa brutta storia ero assessore all'Ambiente in Provincia. ha ricordato Da allora mi sono preso a cuore tutta la faccenda e sinceramente speravo di mantenere la delega all'Ambiente anche in Regione per poter risolvere definitivamente il problema. Così non è stato, ma grazie alla Legge Speciale per Venezia abbiamo revisionato le risorse complessive, individuando circa 28 milioni di euro residui, relativi a interventi non fatti o costati meno. Non ho avuto dubbi: la bonifica dell'ex C&C doveva essere una priorità. E così abbiamo deciso di stanziare ulteriori 7 milioni di euro per completare l'intervento». 
IL BILANCIO
I 7 milioni di euro in via di stanziamento, insieme ai 5 milioni di euro stanziati a dicembre 2019 dal consiglio regionale, permetteranno infatti di concludere gli interventi di rimozione e smaltimento di rifiuti, classificati come pericolosi per quella che viene definita «abbondante presenza di idrocarburi e di vari metalli pesanti», così come per l'elevato rischio di incendio dovuto, spiegano dalla Regione, «alla presenza di elevate quantità di metalli alcalini e alcalino terrosi che possono creare le condizioni di surriscaldamento della massa». Ma perché questa volta dovrebbe essere finalmente quella buona, per chiudere definitivamente la vicenda? A Veneto Acque, la partecipata della Regione, è già stata assegnato l'importo per avviare le attività di indagine ambientale, caratterizzazione, messa in sicurezza dei capannoni dell'ex stabilimento industriale e smaltimento.
L'ITER
I lavori veri e propri, ovviamente, verranno invece appaltati tramite gara, probabilmente già prima dell'autunno. «Considerando che l'iter burocratico si concluda per settembre, i lavori potrebbero partire già per fine anno ha concluso l'assessore Marcato Questo è un risultato che per me è personalmente una grande soddisfazione, avendo iniziato a seguire il problema sin dal 2005, da assessore provinciale all'ambiente di Padova. Un risultato del quale ringrazio tutti quelli che si sono impegnati, in particolare i dirigenti regionali, dottor Paolo Campaci e dottor Giovanni Ulliana, oltre al dottor Livio Baracco». 

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