«Ti ammazzo di botte»: per la cyberbulla 17enne solo un ammonimento

Domenica 25 Febbraio 2024 di Marina Lucchin
«Ti ammazzo di botte»: per la cyberbulla 17enne solo un ammonimento

PADOVA - «Ti prendo per i capelli, ti trascino in piazza e poi ti ammazzo di botte davanti a tutti, anche se spero che morirai prima». Poi, giù insulti. Nuovo pesante episodio di bullismo tra minorenni a Padova. In questo caso le minacce e le persecuzioni sono rimaste confinate sui social. Ma, ormai, l’esperienza insegna che il passo tra il virtuale e il reale è breve. Senza contare che i danni psicologici non sono minori. Così la questura decide di usare il pugno di ferro: il questore Marco Odorisio, ha emesso un ammonimento nei confronti di una 17enne che, nelle ultime settimane, si è resa protagonista di continui atti intimidatori nei confronti di una sua coetanea, episodi che sono stati indagati dalla Divisione Anticrimine. 
Per semplificare, possiamo dire che in questo caso l’ammonimento è una sorta di “tirata d’orecchi”, che suona un po’ come: attenzione, o cambi atteggiamento, o la prossima volta finirai nei guai con la giustizia.

Un atteggiamento volto a tutelare la vittima, ma anche la sua aguzzina, che per quanto spietata nei suoi confronti, è pur sempre una giovanissima che, con una denuncia, potrebbe vedersi rovinata l’intera esistenza. Un modo per educare al rispetto della legge, più che di punire per salvare entrambe le ragazzine. 


I FATTI
La storia ha inizio quando una studentessa padovana di 17 anni ha deciso di rivolgersi, sostenuta da mamma e papà, alla Divisione Anticrimine della questura. Una sua conoscente, sfruttando la rete internet, aveva iniziato a tenere un comportamento aggressivo e ingiurioso, pubblicando su diverse piattaforme social video e messaggi di testo offensivi. Nel corso del tempo, questi atteggiamenti sono peggiorati, trasformandosi in insulti pesanti e addirittura minacce di morte.
Un episodio particolarmente sconcertante è emerso quando, dopo essere stata bloccata dalla vittima su WhatsApp, l’autrice delle minacce ha pubblicato una “storia” Instagram ripresa da un video TikTok, in cui ballando su una canzone sarcastica in sottofondo, simulava di afferrare la vittima per i capelli e picchiarla e spiegava nel testo che accompagnava il filmato: «Ti prendo per i capelli, ti trascino in piazza e poi ti ammazzo di botte davanti a tutti».
Qualche giorno dopo, utilizzando il profilo Instagram di un’altra persona, sempre la stessa 17enne aveva continuato a scrivere alla vittima augurandole la morte e minacciando di aggredirla per strada.


L’ESASPERAZIONE
Questa situazione di persecuzione e minaccia ha causato non solo un forte stato di agitazione e paura nella giovane vittima, ma anche preoccupazione ed ansia nei suoi familiari. Di fronte a questa situazione, così, genitori e ragzzina hanno deciso di denunciare i fatti alla Divisione Anticrimine della questura, formalizzando una richiesta scritta.
Per porre fine a questa escalation di cyberviolenza, il questore di Padova ha adottato l’”ammonimento” come misura preventiva. Si tratta di uno strumento introdotto nel 2017 che mira a proteggere i minori vittime di cyberbullismo, dissuadendo gli autori, anch’essi minorenni, da condotte delittuose che spesso sfociano in reati come ingiuria, diffamazione, minaccia e trattamento illecito di dati personali.
In questo specifico caso, non essendoci reati perseguibili d’ufficio e non essendo stata presentata una querela formale, il legislatore prevede la possibilità per il minore, insieme al genitore o a chi esercita la responsabilità genitoriale, di richiedere al questore un Ammonimento nei confronti del minore responsabile, al fine di fermare il comportamento molesto. Ma se la 17enne continuerà con questo atteggiamento, la situazione potrebbe aggravarsi. 
 

Ultimo aggiornamento: 17:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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