«Negazionisti idioti egoisti»: Graziano (53 anni) era asintomatico, poi gli è mancato il fiato salendo le scale. E tutto è precipitato

Sabato 21 Novembre 2020
«Negazionisti idioti egoisti»: Graziano (53 anni) era asintomatico, poi gli è mancato il fiato salendo le scale. E tutto è precipitato
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Il primo paziente guarito dal Covid all'ospedale di Schiavonia, nel padovano, torna in quella struttura per ringraziare i medici e attacca i negazionisti del virus: «Sono idioti».

 «Io so quello che ho passato la scorsa primavera, ho solo da ringraziare Dio e i medici che hanno trovato il modo di tenermi in vita. Quelli che negano l'esistenza del virus sono dei pagliacci, degli egoisti che non amano l'esistenza propria e quella degli altri». Lo ricorda bene Graziano Ruzza, 53 anni, idraulico di Agna (Padova), primo paziente Covid dimesso in primavera all'ospedale Madre Teresa di Calcutta di Schiavonia (Padova), centro di cura del Covid-19 in Veneto che vide anche la prima vittima in Italia.

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«Negazionisti idioti»

Guarito e tornato in forma, Ruzza oggi è andato a trovare e a ringraziare gli operatori sanitari che si presero cura di lui. Adesso che si sta affrontando una nuova ondata del virus, Ruzza ha rinnovato l'invito al ferreo rispetto delle regole e alla prudenza, e il no a ogni negazionismo sull'esistenza del virus. «Non credo proprio - è stato il suo commento - che tutte le Terapia intensive del mondo siano alleate a raccontare fandonie. Il virus non è un gioco, non è uno scherzo, purtroppo esiste. Ed è capace di far male, molto male. I negazionisti sono degli idioti. Sono uno dei pochi fortunati che ce l'hanno fatta. Quando mi hanno comunicato che mi avrebbero intubato, tutta la vita mi è passata davanti. I ricordi, quello che ho fatto o avrei voluto fare, mia moglie, mio figlio. Un quarto d'ora dopo venivo sedato e partivo per il mio "lungo sogno" durato 18 giorni».

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Asintomatico, poi il crollo

Inizialmente asintomatico, Ruzza ha iniziato a percepire i primi sintomi a marzo quando, salendo le scale, gli è mancato il fiato. «Il suo caso ci ha colpiti molto - ha detto Fabio Baratto, primario dell'Anestesia e Rianimazione di Schiavonia - perché allora si pensava che solo i grandi anziani potessero essere colpiti gravemente dal virus. Vedere Graziano uscire dalla rianimazione è stata una grande soddisfazione ed emozione per noi sanitari, perché finalmente cominciavamo a riconoscere i risultati dei nostri sforzi, dopo tante frustrazioni».

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Risveglio post Covid

«Quando mi sono svegliato in Terapia intensiva - ha ricordato Ruzza - attorno a me c'erano molti biglietti di incoraggiamento; per me l'Ospedale di Schiavonia è stato come un albergo a cinque stelle. Ora ho imparato a vivere con la mascherina costantemente addosso, è la nostra cintura di sicurezza. Giovani, anziani, tutti dobbiamo tenere alta la guardia e rispettare il lavoro dei sanitari, perché il virus c'è e ci sarà, non si sa ancora per quanto. E se verranno introdotte ulteriori restrizioni, poi staremo tutti a casa - ha concluso - a guardare le stelle dalla finestra».

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Ultimo aggiornamento: 22 Novembre, 10:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA