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Cittadella Calcio, Mamadou Tounkara è l'emblema della felicità: «Sognavo di iniziare così»

Lunedì 8 Agosto 2022 di Simone Prai
Mamadou Tounkara al Cittadella calcio

CITTADELLA - «Questa deve essere la mia stagione», aveva detto Mamadou Tounkara nel giorno del raduno del Cittadella. Il suo primo anno in maglia granata è stato contrassegnato più da dolori che da gioie, con due gravi infortuni che hanno compromesso l'intero campionato: nello scorso autunno, a Monza, in seguito a uno scontro aereo aveva riportato una concussione cerebrale con frattura dell'osso parietale sinistro; a inizio marzo, poi, ancora con il Monza era stato vittima del distacco del tendine del muscolo adduttore lungo destro, chiudendo anzitempo la stagione. Tounkara si è rivisto nella preparazione estiva, giocando scampoli di amichevoli a Lavarone, e a Lecce ha deciso le sorti del turno secco dei trentaduesimi di finale di Coppa Italia. Due gol nei tempi supplementari in una manciata di minuti, uno più bello dell'altro, a testimonianza che Mamadou Tounkara è finalmente tornato: «Al termine della partita ero molto felice. Non vedevo l'ora di iniziare la stagione ufficiale, e cominciare in questa maniera non potevo che sognarlo». Edoardo Gorini alla vigilia del confronto l'aveva detto: «Andremo a Lecce per passare il turno». Detto e fatto: «L'allenatore ce l'aveva chiesto nello spogliatoio, dicendoci che non siamo qui per giocare una semplice partita ma per qualificarci». E i giocatori erano convinti di poter centrare l'impresa. «Che sia Coppa o campionato il Cittadella scende sempre in campo per vincere, e diamo tutto per provare a farlo. Siamo una rosa completa e composta da giocatori forti». Come Gorini, anche Tounkara ha sottolineato l'importanza dei cambi: «Chi è subentrato nel corso della partita ha dato una grossa mano, siamo un ottimo gruppo, che non molla mai: siamo riusciti a pareggiare entro i tempi regolamentari per poi vincere all'extra time, e i cambi sono stati determinanti. Partono in undici e chi entra nel corso della partita può e deve lasciare il segno. É la nostra forza: siamo tutti uguali».


BIGLIETTO DA VISITA
Così il Cittadella ha presentato un bel biglietto da visita al campionato ormai alle porte: «Il Lecce ha meritato la Serie A, è di categoria superiore, ma a noi poco importa chi andremo a incontrare perché siamo una squadra che ha fame, e non ha paura di nessuno, siamo il Cittadella». Al giocatore è piaciuto un aspetto su tutti: «L'atteggiamento. Siamo scesi in campo con le nostre armi e abbiamo dato tutto, consapevoli che potevamo far male al Lecce, che era stato studiato per bene». Tounkara non è un nuovo arrivato ma per certi versi lo rappresenta, avendo giocato poco nella passata stagione. I volti nuovi si stanno integrando bene: «Qua è come stare in una grande famiglia. Sei subito bene accettato, tutti ti accolgono nel modo migliore: è facile ambientarsi. Sono arrivati bravi ragazzi, possono dare tanto per questi colori». Tra i nuovi figurano due attaccanti, e Tounkara può adattarsi a giocare bene in coppa con tutti: «Sono a disposizione dell'allenatore, deciderà lui chi scegliere. L'anno scorso ci è mancato l'apporto delle punte nel momento topico del campionato, adesso siamo completi e possiamo davvero toglierci belle soddisfazioni». Tounkara ha iniziato con il botto: subito una doppietta. E se la sentiva: «Vi confido che la scorsa settimana ho detto ai miei compagni: Mi basta mezz'ora, tanta era la mia convinzione e la voglia di fare bene. Me lo sentivo: certo non immaginavo di siglare la doppietta ma ero sicuro di poter contribuire al successo del Cittadella». La voglia era tanta: «Ho molta energia positiva dentro di me da fare esplodere», anche se Tounkara - reduce da un infortunio importante - non deve strafare: «Devo imparare a gestirmi, come ha detto l'allenatore. Lo capisco. Sono cinque mesi che non gioco, non sono ancora al cento per cento, ma sto lavorando per raggiungere la forma migliore prima possibile. Posso dire che questa stagione ci divertiremo, lo posso confermare ai nostri tifosi, e li aspettiamo numerosi allo stadio: il Cittadella ha bisogno di loro, è una carica, un'arma in più per i colori granata».

 

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