Stradale provinciale 251 Val di Zoldo, fino alla prossima estate vietata a moto e bici

Martedì 30 Agosto 2022 di Giovanni Santin
Stradale provinciale 251 Val di Zoldo, fino alla prossima estate vietata a moto e bici

VAL DI ZOLDO -  Non è ancora terminata la sofferenza per la strada provinciale 251 della Val di Zoldo e Val Cellina. E con essa nemmeno quella degli utenti, in particolare per ciclisti e motociclisti ai quali il transito verso la valle non solo è impedito. Se da un lato Michele Artusato, direttore operativo di Veneto Strade, assicura che la prossima settimana inizieranno le opere in località Solagnot, dall'altra rimane ancora senza una data l'avvio del cantiere per mettere in sicurezza il lungo tratto fra Soffranco e Igne dove la montagna in primavera era stata divorata da un doppio incendio. E da aprile, cioè una volta riaperta la strada alle macchine, a cicli e motocicli è ancora vietato il passaggio proprio per il rischio che sulla montagna vi sia del materiale instabile. E il divieto durerà ancora a lungo, almeno fino alla prossima stagione.


I LAVORI

Il cantiere pronto a partire è dunque quello di Solganot, dove nel dicembre del 2020 una corsia aveva ceduto lasciando di fatto solo mezza carreggiata transitabile. Qui, da allora, il traffico è a senso unico alternato, regolato da un semaforo. «Inizieremo le opere la prossima settimana conferma Artusato cioè una volta chiusa la stagione turistica. I lavori sono stati appaltati e speriamo di concluderli prima dell'arrivo della stagione invernale». Il valore complessivo di questo intervento è di 1 milione e duecentomila euro. Nello scorso giugno, lo stesso direttore operativo di Veneto Strade aveva riferito della difficoltà di reperire il materiale necessario, ma anche la volontà di fare al più presto.


IL PUNTO NERO
C'è molta meno certezza per quanto riguarda l'agenda del secondo intervento, quello che ha lo scopo di mettere in sicurezza la parte di strada su cui incombe la montagna andata in fumo: «Quando? In questo momento non siamo in grado di dirlo». In realtà Artusato rivela che qualche intervento è già in corso: «Abbiamo cominciato le opere di bonifica, anche se non si vede, togliendo tutto ciò che è pericolante ed instabile». Un intervento, quest'ultimo, preliminare a quello più ponderoso e cioè la rimozione, attraverso brillamento, di due massi che incombono sulla 251 e che dopo i due incendi di primavera e la grande quantità di acqua fatta cadere da elicotteri e canadir per spegnere le fiamme, erano stati dichiarati instabili.


I DUE MASSI
In realtà finora le notizie avevano riferito di un unico grande masso del volume di 800 metri cubi; ora invece si viene a sapere che i massi sono due, ma il secondo è di dimensioni molto inferiori. «In questo caso va scelto il momento migliore per far brillare i due massi spiegano sempre da Veneto Strade e questo dipenderà anche dal tipo di protezioni che installeremo perché dobbiamo essere sicuri che il materiale che cadrà con l'esplosione, venga fermato dalle barriere che saranno installate». Ed è proprio questo l'intervento che ancora non ha una data. Va ricordato che dallo scorso aprile, da quando la strada è stata riaperta dopo lo spegnimento dell'incendio, per permettere comunque che rimanga comunque percorribile l'accesso alla valle, Veneto Strade ha collocato sui massi una serie di sensori che, collegati ai semafori in strada, segnalano eventuali movimenti del volume roccioso e quindi, in caso di rischio, farebbero scattare automaticamente la chiusura della strada. Ma finora non si è mai verificato alcun allarme. Non va tuttavia dimenticato che in caso di allerta arancione per piogge e maltempo, la strada verrebbe immediatamente chiusa. E nemmeno che al momento, vista proprio la situazione di possibile pericolo, nel tratto interessato la provinciale 251 non può essere percorsa da ciclisti e motociclisti. Un divieto che dice Artusato «ormai verrà tolto con la prossima stagione».

 

Ultimo aggiornamento: 31 Agosto, 10:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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